A che punto sono i negoziati tra Israele e Libano, in Usa 

La prima giornata del quinto round di colloqui diretti tra Israele e Libano si è conclusa a Washington dopo oltre otto ore di lavoro, ma senza la diffusione di una dichiarazione congiunta. Lo riferisce il Times of Israel. 

Una fonte a conoscenza dei fatti afferma che una nota sarà probabilmente rilasciata giovedì prossimo, al termine della nuova tornata negoziale. I colloqui – in cui, finora, sono state affrontate sia questioni politiche che di sicurezza – riprenderanno mercoledì al Pentagono, prima di tornare al Dipartimento di Stato per una sessione incentrata sugli aspetti politici.

Secondo quanto riportato dalla testata israeliana, gli Stati Uniti sperano che i negoziati di questa settimana portino Israele ad accettare un ritiro parziale da alcuni territori del Libano meridionale, dove le truppe israeliane verrebbero sostituite dall’esercito libanese, in quello che viene definito un «programma pilota». 

La pressione statunitense per un ritiro israeliano si inserisce nel contesto degli sforzi di Washington per consolidare il memorandum d’intesa firmato con l’Iran la scorsa settimana, che prevede la fine delle operazioni militari in Libano. Il memorandum ha fatto infuriare Israele, che non è parte dell’accordo e ha sempre sostenuto che l’Iran non dovrebbe avere voce in capitolo su ciò che accade in Libano, sottolinea ancora il Times of Israel. I due conflitti sono infatti ora parte dello stesso percorso negoziale, dato che l’Iran considera condizione irrinunciabile per l’accordo la fine degli attacchi israeliani in Libano. Dal 2 marzo, quando sono riprese le ostilità con Hezbollah, i raid di Tel Aviv hanno causato oltre 4 mila morti nel Paese dei cedri.