di
Simone Dinelli

Il padre martedì, dopo una lite ha sparato a lui e alla moglie uccidendoli, l’uomo non avrebbe accettato l’orientamento sessuale del figlio. Sui social l’amore per la madre: «Sei la mia amica, la mia forza» e quel post del 2022: «Brutto pensare che tuo padre ti preferisca morto che gay»

«Vi prego non rimandate. Fate le cose che vi sentite di fare. La vita delle volte ci stravolge i piani e non ci dà la possibilità di scegliere». È una delle tante frasi scritte sui social da Mirko Moriconi, ucciso insieme alla madre, mercoledì dal padre a Camaiore, che oggi risuonano come una premonizione.

Quello che i social raccontano di Mirko è che era un ragazzo tormentato. Omosessuale, agli amici più stretti aveva confessato di volersi operare per cambiare sesso. Chissà se il desiderio di avviare la transizione era arrivato anche alle orecchie di suo padre. Quel padre che non accettava e forse neppure capiva il suo orientamento sessuale. Qualcosa che a Mirko provocava dolore. «La vita è stata dura con te, ma non ti sei mai arreso», scrive parlando di sé. E ancora: «Forse è questo il senso del mio vivere. Forse dal dolore potrò guarire e scrivere canzoni».



















































Grande appassionato di musica, Mirko aveva inciso alla fine del 2020 — pochi mesi dopo la fine del lockdown — un pezzo rap dal titolo Camice bianco: un grazie a tutti i medici, gli infermieri e i volontari che si erano impegnati a fondo nel periodo più duro della pandemia. Il suo sogno era di trasformare una passione in una professione, tanto che lo scorso marzo aveva lanciato una raccolta fondi sulla piattaforma gofundme dal titolo «Aiutami a investire sul mio sogno musicale». Voleva pubblicare il suo primo singolo ufficiale, ma per farlo aveva bisogno dei soldi che non aveva.

Diversi i post in cui chiamava in causa i genitori. Nel male ma anche nel bene. E il bene, per Mirko, aveva solo un nome: quello della sua mamma. L’amatissima mamma Kety. Quella che prendeva le sue parti, che lo difendeva dal padre, che lo proteggeva senza giudicarlo, che lo amava incondizionatamente. Alla quale dedicava video e pensieri dolcissimi: «La meraviglia di essere simili — si legge in una citazione di un verso di Laura Pausini —: tvb mamma». 

Ecco un selfie insieme e, sotto, queste parole: «La mia complice di vita, la mia migliore amica, la mia forza. Mia mamma». E lei che commentava tutto, inondandolo di cuoricini. Lei, che aveva come foto del suo profilo un selfie allo specchio di loro due sorridenti.

Ad eccezione di quel post del 2022 in cui dice che lo «preferisce morto che gay», nessun riferimento diretto a suo padre. Tuttavia, leggendo fra le righe, numerosi post sembrano riferirsi proprio a lui. Un esempio: «Il peggior modo di sentire la mancanza di qualcuno è starci seduto accanto e sapere che non lo potrai avere mai».
 
Sempre dai suoi racconti social emerge anche un ricovero ospedaliero, nell’ottobre 2025, commentato così: «Capisci chi veramente tiene a te nel momento del bisogno. Ringrazio la malattia per avermi fatto capire il marcio che avevo attorno».

Non appena si è diffusa la notizia, la tragedia di Camaiore ha suscitato un’enorme ondata emotiva di dolore e affetto per Mirko e la sua mamma: «Addio anima bella — scrive un’amica di lui —, lasci un vuoto che sarà incolmabile. Trova la pace». «Un paio di anni fa — ricorda un’altra persona — avevo collaborato al servizio d’ordine di un pride a Viareggio. Mirko era uno dei ragazzi in prima fila a ballare. Una persona gentile, con cui scambiai qualche parola. Che dire? Cento, mille pride affinché non si debbano più vivere tragedie simili».

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25 giugno 2026 ( modifica il 25 giugno 2026 | 08:09)