A metà fra la scienza e la geopolitica, il primato del supercomputer cinese LineShine — appena entrato nella prestigiosa Top500, la classifica dei supercomputer — racconta il futuro della tecnologia e del rapporto fra Pechino e il resto del mondo.
Il nuovo calcolatore dei record è stato installato al National Supercomputing Centre in Shenzhen e costruito dallo Shenzen Cloud Computing Center. Per superare il precedente capitano in classifica — che si chiama appunto El Capitan — ha raggiunto il picco di 2.198 exaFLOPS. Per intenderci, sono oltre 2 quintilioni di calcoli al secondo. E grazie a queste performance record, certificate direttamente dall’istituto che compila la classifica, è riuscito a entrare di diritto nella lista dei migliori. 

Un primato che è stato raggiunto anche grazie a un cambio di paradigma. LineShine, infatti, basa i propri calcoli su microprocessori standard. Un cambiamento inedito nel mondo dei supercomputer che fino a ora hanno potuto scalare la classifica dei più performanti sfruttando le unità di elaborazione grafica (Gpu, o graphic processing units) invece delle classiche Cpu (computing processing units, quindi i microprocessori). Una differenza tecnica non da poco: queste ultime eseguono in sequenza calcoli precisissimi, le prime invece eseguono operazioni più semplici ma in parallelo. Dietro la ragione tecnologica, però, c’è una spiegazione più complessa che coinvolge l’economia e la politica internazionale.

Le Gpu, infatti, stanno diventando ogni giorno più rare e preziose. Anche a loro dobbiamo la rivoluzione delle intelligenze artificiali generative. E questo ha fatto aumentare il costo di queste fondamentali componenti (arricchendo in maniera inaspettata la principale produttrice, Nvidia). Proprio in virtù del ruolo fondamentale delle unità grafiche nella corsa alle intelligenze artificiali, in una mossa per contrastare il proprio avversario tecnologico, gli Stati Uniti hanno impedito l’export delle Gpu in Cina. Una strategia intensificata negli ultimi mesi nella speranza di rallentare la crescita tech di Pechino ma che, come dimostra il caso di LineShine, ha spinto a cercare soluzioni alternative (e in questo caso migliori) per aggirare il problema. 

Nelle prossime slide vi raccontiamo chi sono gli altri supercomputer in classifica, a partire dal secondo posto, El Capitan, che ha appena perso la corona, passando anche tramite i super-calcolatori italiani: sono realizzati ed ospitati da Eni in provincia di Pavia. Ma prima vi invitiamo a scoprire a cosa servono e quali sono gli ambiti (scientifici) di utilizzo, ma anche come si calcola la potenza di calcolo.