Ci sono fotografie che documentano un evento e altre che riescono a raccontare un’epoca, fissandone lo spirito oltre il semplice istante. È da questa idea che nasce “Obiettivo sulla realtà”, la mostra del fotografo reporter José Lattari che sarà inaugurata venerdì 26 giugno alle 18 nella Sotterranea del Castello di Vigevano e visitabile fino al 6 luglio. (Ingresso libero) dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 12,30 e dalle 16 alle 19. Sabato e domenica dalle 10 alle 19. 

Un percorso espositivo che invita a guardare la città con occhi diversi, attraverso uno sguardo che unisce cronaca e memoria. Nato a Rosario, in Argentina, Lattari ha seguito per anni la vita della città attraverso la sua macchina fotografica, raccogliendo immagini che oggi compongono un racconto visivo fatto di emozioni, cronaca, fede, cultura e solidarietà.

 

«Ogni fotografia custodisce una storia che merita di essere ricordata», commenta il fotografo. Ha cercato di raccontare Vigevano così come l’ha vissuta, attraversandone  i cambiamenti e soffermandosi sui suoi momenti più significativi e sulle persone che ne sono state protagoniste, spesso senza clamore ma con grande intensità umana. 

Il percorso espositivo attraversa alcuni degli eventi che hanno segnato la memoria collettiva cittadina: dalla visita di Benedetto XVI nel 2007 alla partecipazione della delegazione della Diocesi di Vigevano, alla beatificazione di Giovanni Paolo II, fino alle celebrazioni dedicate a Teresio Olivelli e alle manifestazioni di carattere sociale che hanno coinvolto il territorio. Episodi diversi tra loro, ma uniti dalla capacità di restituire il senso di una comunità che si riconosce nei propri momenti fondativi e nei propri riti condivisi.

Ma la mostra è anche il racconto di una città vivace dal punto di vista culturale, attraversata da linguaggi e presenze che ne hanno arricchito il profilo nel tempo. «Nel corso degli anni – spiega Lattari – ho avuto la possibilità di fotografare scrittori, artisti e grandi interpreti della musica arrivati a Vigevano per rassegne, concerti ed eventi pubblici». Sono immagini che testimoniano quanto Vigevano sia stata capace di attrarre personalità importanti e di offrire occasioni di incontro, dialogo e crescita culturale, trasformando ogni evento in un frammento di identità condivisa. Accanto agli eventi più celebrativi trovano spazio anche le immagini della cronaca: grandi incendi, operazioni dei carabinieri contro il traffico di droga e altri episodi che hanno lasciato il segno nella vita cittadina. Fotografie che restituiscono la dimensione più autentica del lavoro del reporter, fatto di presenza costante e capacità di leggere la realtà nel suo svolgersi.  «Il fotografo non deve soltanto essere presente, deve saper osservare e cogliere l’attimo che racconta la verità dei fatti. Anche nei momenti più difficili il compito è quello di testimoniare ciò che accade», conclude Lattari.

 

Un capitolo particolarmente intenso è dedicato agli anni del Covid. Gli scatti mostrano il lavoro degli operatori sanitari e dei volontari impegnati in prima linea durante l’emergenza, in un contesto segnato da incertezza e fragilità collettiva. Dietro ogni mascherina c’erano paura, sacrificio e un grande senso del dovere. Era importante conservare quella memoria, perché rappresenta una delle esperienze più profonde e condivise degli ultimi anni. Il tutto conservato anche in un suo libro. “Obiettivo sulla realtà” diventa così molto più di una mostra fotografica: è il racconto di una comunità attraverso gli occhi di chi l’ha osservata giorno dopo giorno, fermando nel tempo eventi, volti e sentimenti che appartengono alla storia di Vigevano. Un invito per tutti a riscoprire la città attraverso immagini che continuano a parlare anche a distanza di anni, restituendo al presente la forza del ricordo e della testimonianza che ci commuove ancora oggi.