Avanti con Sané, tedeschi ribaltati da Angulo e dall’attaccante del Flamengo: sudamericani terzi
Ecuador ai sedicesimi con un 2-1 voluto e strappato a tutti i costi, Germania che perde due volte. Perché questo ko rischia anche di scalfire qualche sicurezza nei titolari confermati a sorpresa dal Nagelsmann. Altro che turnover con la qualificazione già conquistata. Altro che riposo. «Abbiamo poco tempo per stare assieme. Se giocano ancora, si conoscono meglio» è la teoria del ct. Però l’Ecuador giocava per la vita (calcistica), i tedeschi erano un po’distratti, e neanche Undav, entrato nel secondo tempo, ha risolto la situazione. Certo, lasciar fuori chi ha segnato tre gol lascia perplessi. Oltretutto la Germania era andata subito in gol, al 2’, con Sané, su azione parsa irregolare a tutti tranne che ad arbitro e Var. Ma l’Ecuador ha pareggiato con Angulo e, nel secondo tempo, è andato in estasi con Plata. Sarà ripescato, il Mondiale continua dal terzo posto. Germania prima ma, se la Francia non sbaglia con la Norvegia, saranno ottavi contro Mbappé. Giocando così, non bene.
Reconquista—
Successo indiscutibile. Con la forza della disperazione. In Germania lo chiamano “gegenpressing”, espressione che manda in estasi i cultori del covercianese, ma in spagnolo suona meglio: “reconquista” molto alta della palla. Perché è così che l’Ecuador sbarra a lungo la strada della Germania, chiudendo l’impostazione con un’aggressione immediata e organizzata. La classifica costringe a questa pressione, ma in realtà l’Ecuador ha sempre giocato così, con un agonismo esasperato. Se fin qui aveva conquistato un solo punto contro Costa d’Avorio e Curaçao è perché sotto porta ci sono problemi. Qui tutto rischia di complicarsi al pronti-via: dopo neanche due minuti, la Germania è avanti con un gran tiro angolato di Sané. Il problema è che la palla gli è arrivata dopo che Pavlovic ha quasi dato una scarpata in testa a un difensore e Witz ha offerto l’assist. Non annullare questo gol nell’era del Var è un po’ strano, l’Ecuador riparte a testa bassa ma con un preciso disegno tattico.
Ecuador organizzato—
Nel 4-2-3-1 dei sudamericani i compiti sono chiari. A sinistra Hincapié, di ruolo terzino, è il più avanzato e costringe Sané a difendere. In mezzo Caicedo è il centrale tuttocampista che la Germania non ha. Davanti Valencia fa il centravanti che torna in mediana mentre Plata lo affianca, si allarga, però non riempie l’area neanche lui. Ci pensa Angulo da sinistra a incrociare l’angolo, appunto, da sinistra, stangando Neuer in tuffo dopo che Vite aveva strappato la palla a Nmecha, a proposito di riconquista. Meglio l’Ecuador sicuramente, ma le motivazioni sono diverse e anche le gambe, a giudicare da come Yeboah s’impadronisce della fascia destra, mentre i tedeschi, sicuri del primo posto, sono esitanti. Se la teoria di Nagelsmann avrà un senso lo scopriremo dai sedicesimi in avanti.
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Assalto vincente—
Uno che ha motivazioni per tutto il tempo perso, nella Germania, è Musiala che fa gran movimento non sempre ascoltato. In mezzo la coppia Pavlovic-Nmecha, è un po’ labile e il primo viene sostituito. Dentro anche Thiaw e Undav, ma la confusione della Germania aumenta e l’Ecuador, dopo aver rifiatato, va all’assalto finale. Plata, su incomprensione Thiaw-Neuer, fallisce a porta vuota il 2-1. Sané sbaglia anche lui e così arriva subito la punizione sull’angolo successivo con Plata che si rifà anticipando Neuer in modalità rilassata. Viene giù lo stadio colorato di giallo, mentre i bianchi si guardano negli occhi un po’ perplessi. Non è ancora chiaro quale sia la vera Germania.
ecuador-germania, la diretta—
Quella di stasera sarà la terza sfida di sempre tra queste due nazionali. La Germania ha vinto entrambi i precedenti: 3-0 nella fase a gironi della Coppa del Mondo 2006 e 4-2 in un’amichevole del maggio 2013 giocata in Florida. Tra l’altro, dalla vittoria per 3-2 contro il Portogallo nel febbraio 2013, l’Ecuador non ha mai vinto nelle ultime nove sfide contro avversarie europee (5 pareggi e 4 sconfitte), mentre la Germania è rimasta imbattuta nelle 10 partite della fase a gironi della Coppa del Mondo contro nazionali sudamericane (7 vittorie e 3 pareggi). La squadra di Nagelsmann, oltretutto, ha vinto le ultime 11 partite in tutte le competizioni e con un successo oggi eguaglierebbe la sua striscia di vittorie più lunga di sempre: 12, tra maggio 1979 e giugno 1980.
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