In una Firenze gremita di turisti e stremata dal caldo opprimente – previsto il bollino rosso anche per oggi e domani – alle Gallerie degli Uffizi va in tilt l’impianto di condizionamento. Secondo chi lavora all’interno del museo, i primi problemi si sono registrati domenica scorsa, sono continuati martedì e ieri la situazione è esplosa. Infatti per l’intera giornata è stata bloccata la vendita di nuovi biglietti e gli ingressi sono stati contingentati in modo da tutelare la salute di lavoratori e visitatori e delle tante e inestimabili opere presenti al suo interno. Ricordiamo, infatti, che sbalzi termici e fluttuazioni di umidità possono provocare danni irreversibili ai tesori storici.
Se nell’agosto del 2017, quando si ruppe l’impianto di condizionamento, le Gallerie optarono per la chiusura al pubblico, stavolta il museo ha seguito la strada già adottata da altri musei europei stabilendo di razionalizzare l’ingresso dei visitatori nei giorni di picco. Un modo per garantire a chi aveva già prenotato il ticket di visitare le sale. E contemporaneamente permettere ai tecnici di lavorare per ottimizzare il funzionamento del sistema di condizionamento con interventi che già nel primo pomeriggio avevano portato all’abbassamento delle temperature. Dal museo si apprende che nella serata è poi arrivata una macchina suppletiva che, installata in tempi rapidi, consente di contrastare l’effetto della prolungata ondata di calore e ripristinare il regolare funzionamento del complesso museale. Gli Uffizi, comunque, fanno sapere che è stata adottata ogni misura al fine di ridurre il disagio di visitatori e lavoratori, nonché garantire la sicurezza delle opere. Fino a domenica, comunque, le prenotazioni resteranno bloccate e sarà mantenuta la soglia del 50% d’accesso. Un disservizio che rimette al centro il progetto di rifacimento integrale degli impianti su cui le Gallerie stanno lavorando già da tempo tanto che sarà all’esame del prossimo consiglio di amministrazione dell’Istituto, la cui convocazione è prevista a breve.
Quanto accaduto, però, “non rende onore all’Italia e rappresenta una brutta figura agli occhi del mondo” tuona il Codacons che denuncia disagi “sia per le guide turistiche, sia per i visitatori i quali, secondo quanto emerso, avrebbero subito all’interno degli Uffizi temperature molto elevate fino a raggiungere in alcune sale i 33 gradi”. L’organizzazione dei consumatori, poi, ritiene “che tutti i turisti che hanno subito disagi in data odierna (ieri, ndr) legati alle elevate temperature nelle aree museali debbano essere rimborsati del prezzo del biglietto, così come eventuali visitatori che non siano riusciti ad accedere alle sale pur avendo acquistato un regolare ingresso”.
Per Maurizio Magi, segretario della Filcams Cgil “la tutela delle lavoratrici e dei lavoratori deve rappresentare una priorità assoluta, così come quella dei visitatori, di fronte a fenomeni climatici sempre più estremi che ormai sembrano una costante. L’emergenza caldo non può più essere considerata un evento straordinario: servono investimenti, manutenzione e una programmazione adeguata per affrontare gli effetti delle alte temperature, garantendo sempre la salute delle persone prima di ogni altra esigenza”. Si spinge oltre Giovanni Golino della Fp Cgil. “Occorre rimodernare ed ampliare il sistema di condizionamento all’interno anche delle altre sedi della cultura fiorentina, dalla Galleria dell’Accademia al Bargello”.
Barbara Berti