2026-06-26 13:57:05
Martina uccisa dall’ex: appello a moderazione dal legale dei familiari vittima
Dopo le intemperanze e le minacce registrate alla prima udienza lancia un appello alla moderazione l’avvocato Sergio Pisani, legale della famiglia di Martina Carbonaro, la 14enne uccisa dall’ex Alessio Tucci a colpi di pietra il 25 maggio 2025 in un cantiere abbandonato di Afragola, in provincia di Napoli, e lasciata ancora in vita sotto un cumulo di scarti edili dove poi venne trovata esanime. L’invito a un comportamento «più pacato e rispettoso» giunge alla vigilia della seconda udienza che si celebrerà domani davanti alla seconda sezione della Corte di Assise. Il programma dell’udienza prevede le testimonianze degli agenti della polizia giudiziaria che in quei giorni cercarono Martina, quando venne data per scomparsa, e che si occuparono delle indagini. Il caos, lo scorso 19 maggio, si registrò prima dell’inizio dell’udienza e anche alla fine, con «botta e risposta» tra le famiglie della vittima e dell’imputato che, da domani, seguirà il processo a suo carico in videocollegamento dal carcere dov’è detenuto.
2026-06-26 12:41:03
Carabiniere: «si confidava e chiedeva consigli solo a chatgpt»
«Ciao chat, volevo chiederti come mai ho paura di dare il cellulare al mio ragazzo?». Si confidava solo con l’intelligenza artificiale Martina Carbonaro, la 14enne uccisa ad Afragola dall’ex fidanzato Alessio Tucci il 26 maggio 2025 (e non 25 maggio come precedentemente riportato). La circostanza è emersa nel corso del processo davanti alla Corte di Assise di Napoli. A parlare è uno dei carabinieri che ha condotto le ricerche e le successive indagini. Dall’analisi delle chat intercorse – fittissime tra Martina e Alessio – ben 168mila messaggi, tra audio e file di vario, emerge gelosia reciproca. Il 9 maggio 2025 i due iniziano a discutere su uno schiaffo ricevuto da Martina che le aveva anche provocato la rottura degli occhiali: «Martina, nonostante avesse ragione, perché aveva ricevuto uno schiaffo – spiega il carabiniere – è lei che chiede scusa, per averlo trattato male dopo lo schiaffo, perché si è ribellata al comportamento di Alessio. Martina non aveva un rapporto confidenziale con la famiglia e neanche con le amiche di scuola. Nessuno forse era a conoscenza del reale rapporto con Tucci».
2026-06-26 12:38:25
Martina ad Alessio in chat: «Mi fai paura»
«Mi fai paura»: dalle analisi delle chat intercorse tra la 14enne Martina Carbonaro e Alessio Tucci che l’ha uccisa il 26 maggio 2025, emerge che più volte la vittima si rivolge utilizzando queste parole nei confronti dell’ex. Dalle conversazioni emerge anche che Martina, a un certo punto, aveva allacciato un rapporto sentimentale con un altro ragazzo, fortemente stigmatizzato da Alessio: «dopo due anni arriva questo che mi rovina la vita» e dopo una serie di conversazioni piuttosto accese («Il karma esiste, devi morire per amore» le scrive l’ex) Tucci appare più accomodante. Un atteggiamento, secondo il carabiniere ascoltato oggi come testimone al processo in corso a Napoli sull’omicidio della ragazzina, finalizzato a tenere sotto controllo via social la sua ex a cui chiede di accettare le richieste di amicizia formulate su diverse piattaforme. La 14enne, inoltre, aveva praticamente scelto come suo confidente l’intelligenza artificiale: «Oggi abbiamo avuto una discussione, ha detto che voleva controllare il mio cellulare ma anche lui ha sbagliato nei miei confronti», scrive Martina al suo amico virtuale, «ero arrabbiata ma non dissi niente», «un giorno eravamo litigati, lui dice che ci eravamo lasciati, una mia amica mi inviò una foto di lui e una ragazza entrati in casa abbandonata e gli aveva prestato la felpa perché pioveva e stava senza giubbino».
E ancora “è stata dura perdonarlo ma sono stati gli amici loro che dicevano non era niente e tutti quanti oggi lo fanno ma l’avessi fatto io sarebbe successo il finimondo, sarei stata una poco di buono», «non volevo dargli il cellulare mi stava salendo l’ansia, premetto che non ho fatto nulla e non volevo fare nulla». Durante la testimonianza il carabinieri ha anche letto diversi messaggi alcuni offensivi e anche minacciosi da parte di Alessio e le risposte di Martina.
2026-06-26 12:06:45
Martina Carbonaro uccisa dall’ex: Alessio Tucci inquadrato quando esce da casolare dopo omicidio
«Esce si ferma sul pianerottolo, prende qualcosa a terra, per coprirsi la maglietta (che non verrà più trovata) presumibilemente sporca di sangue e poi si allontana verso la sua abitazione che dista 3-400 metri dalla sua abitazione». E’ stato inquadrato mentre usciva dal quel casolare abbandonato dove, poco prima, aveva ucciso con un grosso masso di cemento, la sua ex fidandata Martina Carbonaro, Alessio Tucci, in carcere a Secondigliano con l’accusa di omicidio volontario pluriaggravato: la circostanza è emersa oggi nel corso della seconda udienza del processo che si sta svolgendo davanti la Corte di Assise di Napoli. A rispondere alle domande del pubblico ministero di Napoli Nord è uno dei carabinieri che dopo la notizia della scomparsa, il 25 maggio 2025 (giorno in cui è stata assassinata) hanno preso parte alle ricerche. Il brigadiere della stazione di Afragola Michele Carusone è tra coloro che nelle prime ore del 28 maggio troverà il corpo della ragazzina, sotto un cumulo di vecchie masserizie, in una stanza insieme con alcuni suoi colleghi. Dagli accertamenti degli militari dell’arma emergerà anche che Tucci, il 27 maggio, aveva cancellato tutti i dati relativi dal suo telefono Samsung alle conversazioni con Martina.
2026-06-26 12:05:48
Martina uccisa dall’ex: carabiniere racconta, ‘scorgemmo prima una mano’
Prima una mano, poi un ginocchio e alla fine i jeans: c’erano già stati in quella stanza del casolare abbandonato dello stadio Moccia di Afragola ma quella sera, spostando un oggetto da un cumulo di masserizie, sono riusciti a capire che sotto quell’armadio c’era il corpo di Martina, la 14enne uccisa il 25 maggio 2025 dall’ex reo confesso Alessio Tucci, 19 anni (oggi su disposizione del giudice, collegato in videoconferenza). A parlare, oggi, nell’aula 116 del tribunale di Napoli, davanti ai giudici della seconda corte di assise, è uno dei carabinieri che si sono occupati delle ricerche di Martina quando risultava ancora scomparsa. In aula oggi, i genitori della ragazzina, che in lacrime ha assistito alle prime dichiarazioni del militare per poi allontanarsi quando è iniziata la proiezione delle foto del luogo del ritrovamento. Oggi secondo il cronoprogramma fissato, è previsto che testimonino anche altri due carabinieri, tra cui il comandante della stazione di Afragola. In precedenza, durante altri due sopralluoghi gli stessi carabinieri avevano trovato tracce della presenza di Martina scorgendo prima quelli che sembravano i suoi occhiali e poi anche il cellulare geolocalizzato per l’ultima volta proprio nei pressi di quella struttura abbandonata che , si apprenderà da alcuni testimoni, la ragazzina frequentava con quel ragazzo. Diversi gli indizi scoperti allora, anche tracce di sangue e forse anche quell’oggetto, una pietra di cemento, con tracce ematiche. Tutto partì quando, dopo avere sentito il 19enne, i carabinieri, facendo dei riscontri con le immagini dei sistemi di video sorveglianza, scoprirono che il giovane aveva mentito.
A chiedere aiuto non era stata un’amica, un familiare o un insegnante. Martina Carbonaro aveva scelto di rivolgersi all’intelligenza artificiale. «Ciao Chat, volevo chiederti come mai ho paura di dare il cellulare al mio ragazzo?». È una delle frasi emerse durante il processo per l’omicidio della 14enne di Afragola, uccisa il 26 maggio 2025 dall’ex fidanzato Alessio Tucci. Un dettaglio che racconta il disagio vissuto dalla ragazza e il clima che caratterizzava la loro relazione. A riferirlo in aula è stato uno dei carabinieri che ha coordinato le ricerche della giovane e le successive indagini. Dall’analisi del telefono della vittima sono emersi non solo quel messaggio rivolto all’intelligenza artificiale, ma anche oltre 168 mila contenuti scambiati con Tucci tra messaggi, vocali e file.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il rapporto tra i due era segnato da una gelosia reciproca. Tra gli episodi ricostruiti c’è quello del 9 maggio 2025, quando Martina e Alessio iniziano a discutere dopo che lui le aveva dato uno schiaffo, colpo che le aveva anche rotto gli occhiali. «Martina, nonostante avesse ragione, perché aveva ricevuto uno schiaffo, è lei che chiede scusa», ha spiegato il carabiniere davanti alla Corte d’Assise di Napoli.
La ragazza, secondo quanto emerso, si scusava per essersi ribellata al comportamento del fidanzato dopo l’aggressione.
Dalle testimonianze raccolte durante il processo emerge anche un altro elemento. Martina, hanno riferito gli investigatori, non aveva un rapporto confidenziale con la famiglia né con le compagne di scuola. «Nessuno, forse, era davvero a conoscenza del reale rapporto con Tucci», ha spiegato il militare, sottolineando come la giovane non avesse condiviso con le persone a lei più vicine le difficoltà e le violenze vissute all’interno della relazione. Le conversazioni analizzate dagli inquirenti sono oggi uno degli elementi al centro del processo e contribuiscono a ricostruire il contesto in cui è maturato il femminicidio della quattordicenne, mostrando una dinamica fatta di controllo, gelosia e violenza che, secondo l’accusa, precedeva da tempo l’omicidio.
Ultimo aggiornamento: venerdì 26 giugno 2026, 13:57
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