Merate (Lecco), 26 giugno 2026 – Ci sono persone che quando vengono a mancare, ti chiedi “perché proprio loro?”. E poi provi un dolore fortissimo che ti toglie il fiato, come quando ti colpiscono a tradimento con un pugno in pancia, boccheggi, provi a respirare, ma i polmoni restano vuoti. Sono persone buone, persone giovani, sono persone che hanno figli piccoli, sono persone molto intelligenti, sono persone che non si vorrebbero mai perdere. Ecco, Giovanni era una di queste persone. Giovanni Verza aveva 36 anni, abitava a Merate, era sposato con una giovane moglie ed era papà di tre bimbi piccoli, l’ultimo nato da poco. Di professione era un astrofisico, apprezzato dagli scienziati di tutto il mondo, che in lui riponevano grandi speranze per svelare parte dei segreti dell’universo. Aveva tantissimi amici e conoscenti e amici in tutto il mondo, perché lui era per tanti un amico e una persona speciale. 

Le cure inutili 

Giovanni è mancato questa mattina all’Istituto dei tumori di Milano, dove era stato ricoverato in seguito a un peggioramento delle sue condizioni di salute, a causa di un brutto male, estremamente raro e insieme aggressivo, di cui si conoscono pochi casi al mondo. La moglie Chiara ha deciso di donare le cornee, l’ultimo gesto di generosità di una persona buona, mite, divertente, spiritosa, dai mille interessi e mille talenti, con una fede profonda.

Giovanni Verza in un'immagine del 2011 (dai suoi profili social)

Giovanni Verza in un’immagine del 2011 (dai suoi profili social)

Giovanni, prima dell’università, si era diplomato allo scientifico al liceo Maria Gaetana Agnesi. Era cresciuto in oratorio, dopo le superiori era stato anche in seminario per discernere quale fosse la sua vocazione: molti suoi compagni, diventati sacerdoti e non, avevano continuato a frequentarlo anche quando aveva lasciato il seminario, perché era uno quegli amici amici che solo pochi hanno la fortuna di incontrare e quando si incontrano non li si vuole più lasciare. 

Gli studi alla Nasa 

Giovanni, oltre che la laurea con il massimo dei voti, aveva un dottorato di ricerca al dipartimento di Fisica e Astronomia dell’Università di Padova. Aveva lavorato anche all’estero, negli Stati Uniti, pure per la Nasa, oltre che per diversi atenei. Collaborava stabilmente con gli specialisti di centri di calcolo e di agenzie spaziali internazionali per analizzare le grandi strutture dell’universo. Ha pubblicato diversi articoli e studi scientifici: basta inserire il suo nome e cognome nei motori di ricerca per rendersi conto della mole e dell’importanza del suo lavoro nonostante la giovane età. Si occupava soprattutto di vuoti cosmici e universo oscuro. Seguiva inoltre diversi laureandi. 

Il dolore di un’intera famiglia 

In seguito all’insorgere della malattia, era tornato stabilmente in Italia, a Merate, sua cittadina d’origine, sebbene prima di sposarsi si fosse trasferito con i genitori a Robbiate. Lascia la moglie Chiara, con cui era sposato dal dicembre 2018, tre figli piccoli, la sorella più grande Maria, i fratelli più giovani Francesco e Paolo, tanti nipotini, mamma Elena e papà Piero, tantissimi amici, molti colleghi e conoscenti. Giovanni, a chi ha avuto la fortuna di incontrarlo, lascia anche una domanda senza risposta, lui che era in grado di dare risposte ai segreti del cosmo: perché proprio lui? Lui che era buono, giovane, marito e papà di famiglia, bello, intelligente, lui che era proprio una persona eccezionale.

I funerali di Giovanni si terranno mercoledì 1° luglio alle 9,30 nella chiesa della frazione Pagnano di Merate preceduti mezz’ora prima dalla recita del Rosario. La camera ardente è allestita nella Sala del Commiato di Merate.