di
Silvia Madiotto

Le installazioni ormai sono residuali: «Per la stragrande maggioranza dei casi si tratta di sostituzioni di impianti esistenti e manutenzioni. La diffusione del climatizzatore ormai è molto ampia»

«Siamo oberati di lavoro. Il nostro mestiere è portare benessere alle persone, ma non sempre capiscono o ci rispondono in modo gentile. Con questo caldo alcuni sono molto irritabili. Col freddo ci si può sempre mettere un maglione in più, ma con il caldo…». E soprattutto con questo caldo, vien da dire. Un po’ di nervosismo scatta, soprattutto se il condizionatore di casa non funziona e la cucina diventa un tutt’uno col forno. Fuori ci sono quasi quaranta gradi e il sollievo si ha solo in una stanza chiusa e fresca. Lo sa bene Renato Calderato, presidente degli impiantisti di Confartigianato.

Calderato, che tipo di interventi state facendo?
«Tante manutenzioni e installazioni. Come nel 2019 e nel 2022, quando arrivano ondate di caldo improvvise successive a un periodo di temperature miti, tutti si accorgono che bisogna controllare la macchina, verificarne il funzionamento, fare la revisione. E quando la accendono, se ci sono problemi, chiamano i tecnici. Ma chiamano tutti insieme, a stagione iniziata».



















































Sono in molti a chiedere installazioni perché non hanno il condizionatore a casa?
«Non è l’intervento principale. Per la stragrande maggioranza dei casi sono sostituzioni di impianti esistenti e manutenzioni. La diffusione del climatizzatore ormai è molto ampia. Solo che si rendono conto della necessità di un intervento tutti nello stesso momento, cioè quando già fa caldo. Quando sentono un rumore, un odore che proviene dalla macchina. Anche i distributori di impianti stanno correndo, come tutti gli anni, perché sono in tanti quelli che vogliono sostituirlo nel momento clou. Per lo più cercano climatizzatori di fascia media, dato che i prezzi sono aumentati negli ultimi anni, ma sono comunque molto buoni».

Ma con questo caldo, soffrono anche le macchine per il clima?
«Se non hanno fatto manutenzioni sì. Filtri sporchi e malfunzionamenti rendono la macchina meno efficiente e il raffreddamento più lungo e difficile. Oggi poi, con queste temperature, le case si scaldano anche di notte, tante non sono ben isolate. E il climatizzatore fatica».

E cominciano i blackout…
«Sì, ma per la mia esperienza di questo periodo vanno molto per zone. Abbiamo avuto un supporto importante dagli investimenti sul fotovoltaico che aiuta ad alleggerire la rete. In Veneto c’è una buona percentuale di impianti, l’ente erogatore ha fatto grandi sforzi per migliorare le linee. Ma in alcune zone non è ancora intervenuto, le reti sono più datate».
Quindi chi si è fatto l’impianto fotovoltaico sta aiutando a ridurre i blackout?
«Hanno un ruolo importantissimo perché producono in loco l’energia e non vanno a sovraccaricare le centraline. Invece l’energia prodotta da centraline a centinaia di chilometri di distanza deve attraversare tutta la rete. Non è la soluzione a tutto, ma aiuta molto».

E quando si spegne tutto all’improvviso?
«Parliamo di zone circoscritte, per lo più di vie, quartieri. Non di grandi aree urbane».

Che consigli tecnici dare in questo momento? Il condizionatore va tenuto sempre acceso? O va spento per alleggerire l’uso della corrente?
«Non assorbe così tanta energia da bloccare tutto, ma bisogna stare attenti a non accendere tutti gli elettrodomestici insieme, perché allora il rischio sale. Il consiglio è di tenerlo acceso per lunghi periodi a una temperatura sui 27-28 gradi, altrimenti lo sbalzo termico fra interno ed esterno sarebbe troppo elevato. Inoltre, quando è in funzione toglie l’umidità. Appena si spegne un po’ di fresco rimane, ma l’umidità ricomincia a salire, e farla sparire richiede tempo…»

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26 giugno 2026 ( modifica il 27 giugno 2026 | 08:51)