Quattro creativi, quattro indirizzi speciali da scoprire a MilanoIn tavola, piatti Cortili e servizio da tè Tema e Variazioni. A sinistra, angoliera Sirena e candela Architettura. A parete, sulla carta da parati Foglie e Civette by Cole and Son, piatti Cupole d’Italia. Davanti al disegno Duomo sommerso, vaso Passata di pesci. A soffitto, carta da parati Nuvolette by Cole and Son. Tutto Fornasetti. Foto di Luca Rotondo per Living

In tavola, piatti Cortili e servizio da tè Tema e Variazioni. A sinistra, angoliera Sirena e candela Architettura. A parete, sulla carta da parati Foglie e Civette by Cole and Son, piatti Cupole d’Italia. Davanti al disegno Duomo sommerso, vaso Passata di pesci. A soffitto, carta da parati Nuvolette by Cole and Son. Tutto Fornasetti. Foto di Luca Rotondo per Living

«Una tavola perfetta rischia di essere poco ospitale. Preferisco piccole imperfezioni, tra ironia e funzionalità», afferma Barnaba Fornasetti, uno dei quattro creativi coinvolti per il servizio Milano Privé pubblicato sul Living Kitchen Design Issue 2026, numero speciale dedicato al mondo della cucina (in edicolo mercoledì 23 giugno).

Il direttore artistico di Atelier Fornasetti – maison fondata dal padre Piero negli Anni 40 – ha curato l’interior design della saletta privata Duomo del ristorante Seta, due stelle Michelin all’interno dell’hotel Mandarin Oriental di Milano.

La stanza per otto commensali nasce attorno a un disegno del 1951, il Duomo sommerso, in cui il monumento milanese appare immerso sott’acqua, circondato da pesci e creature fantastiche. «Da lì abbiamo costruito un racconto di rimandi: il verde avvolgente della carta da parati a foglie, le angoliere con il volto di Lina Cavalieri, il soffitto tutto a nuvole». La tavola, del resto, è sempre stata uno dei temi d’elezione dell’atelier. Qui la mise en place è essenziale, e punta sulla raffinatezza dei decori grafici delle porcellane. «Quando uno spazio ha già una forte personalità bisogna lasciare respirare le cose», dice Fornasetti. «Una tavola deve invitare alla conversazione, mai intimidire».