Esclusa la possibilità di togliere dal prezzo dell’energia elettrica i costi per le emissioni di anidride carbonica, ecco quali sarebbero le soluzioni possibili
Le soluzioni possibili
Quali soluzioni abbiamo per far costare meno l’energia? In bolletta — hanno scritto Luca Lo Schiavo e Carlo Stagnaro in un’analisi su Ibl in cui citano un documento Arera del 2011 — oltre all’effetto Ets sul prezzo dell’energia pesa anche il sostegno alle rinnovabili (come i sussidi dei passati Conti Energia) che finiscono tra gli oneri generali. La soluzione più immediata è spostare una parte mirata degli oneri nella fiscalità generale. Ma se lo sviluppo passato delle rinnovabili ha portato inizialmente costi aggiuntivi, da qualche tempo le stesse rinnovabili, grazie al miglioramento tecnologico e al crollo dei costi di realizzazione, esprimono prezzi più bassi. In base all’ultima asta del Gse, il Fer X transitorio, i progetti fotovoltaici sono stati aggiudicati per un costo medio di circa 60 euro al megawattora e l’eolico on shore a circa 73 euro/MWh e questo a fronte di un prezzo medio nazionale (Pun) di 120 euro/MWh nel 2025.
I nuovi impianti di rinnovabili
La settimana scorsa il Mase ha approvato il nuovo decreto Fer X per mettere a gara 37 gigawatt di capacità green e, nella lettera di approvazione agli aiuti di Stato, la Commissione europea scrive: «Questo regime ridurrà i prezzi dell’energia elettrica». Certo, c’è il rischio di eccesso di offerta rispetto alla normale domanda a causa di una produzione solare tutta concentrata nelle ore diurne. Oltre agli accumuli, c’è una soluzione «soft» e non «hard» dal punto di vista dell’infrastruttura di rete, che è anche questa un costo aggiuntivo: la flessibilità dei consumi. Arera dovrebbe rivedere le fasce e gli operatori dovrebbero ai clienti applicare prezzi minori quando il sole accende i pannelli. Proprio come accade in Borsa.
27 giugno 2026 ( modifica il 27 giugno 2026 | 09:36)
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