di
Tiziano Grottolo

Il distacco in una zona piena di sentieri per le passeggiate estive: due gli elicotteri in azione. L’area in passato è stata teatro di numerosi smottamenti

Il rombo, seguito dallo scroscio dello smottamento di fango e massi che precipitano rapidamente a valle. «La strada non c’è più», il commento sgomento di un automobilista che ha registrato un video subito dopo il crollo. Sono stati momenti di paura in Val Dosson a Strembo (Trento) quando, intorno alle 16.15 di sabato, si è verificata una frana di grandi dimensioni che ha travolto la strada forestale che collega la Val Genova a Malga Bedole. Il boato è stato così forte che si è sentito a diversi chilometri di distanza: «Ero a casa e stavo riposando — racconta una donna di Spiazzo — ho sentito dei rumori e pensavo fossero tuoni in lontananza. Invece era il rumore della frana». A provocare la frana è stato un improvviso e violento temporale che ha fatto ingrossare il Rio Dosson.

L’allarme

I primi a dare l’allarme sono stati alcuni escursionisti di passaggio che fortunatamente non sono stati travolti dallo smottamento. La Centrale Unica di Emergenza ha quindi attivato la Stazione del soccorso alpino di Pinzolo, chiedendo al contempo l’intervento dell’elicottero. Quest’ultimo ha imbarcato due operatori della Stazione per effettuare un sorvolo nella parte alta della cascata del Matarot, luogo dove passa l’omonima via ferrata. Il sorvolo dell’area è stato necessario per verificare che non vi fossero persone coinvolte. Tuttavia, dall’elicottero è stato individuato un escursionista che stava percorrendo il sentiero 241. L’uomo è stato imbarcato e trasportato al sicuro al Pian di Bedole.



















































C’è chi dorme in quota

Nel frattempo, oltre un centinaio di persone erano rimaste bloccate a monte della frana, nella zona del rifugio Bedole e dell’omonima malga. «Più di settanta persone hanno trovato riparo nella nostra struttura», racconta una delle gestrici del rifugio. «In auto non si esce e non si entra: la colata di fango ha portato via anche il ponte che era appena stato ricostruito». Come ricorda la rifugista, non è la prima volta che nella stessa zona si verificano smottamenti di questa entità. Gli escursionisti rimasti bloccati sono stati fatti evacuare con l’aiuto dei tecnici del soccorso alpino e dei vigili del fuoco volontari di Spiazzo, Pinzolo, Carisolo e Strembo. Al contrario, una quindicina di persone ha scelto di passare la notte al rifugio Bedole. Le operazioni di soccorso sono state coordinate dall’ispettore dei pompieri del Distretto delle Giudicarie e hanno coinvolto anche i vigili del fuoco Permanenti e il soccorso alpino della guardia di finanza. Per permettere alle persone di raggiungere la valle in sicurezza, i soccorritori hanno dovuto posizionare dei tronchi sopra i detriti trasportati dallo smottamento. Gli escursionisti sono stati accompagnati a piedi fino a Caret, dove sono stati imbarcati sulle navette messe a disposizione dal Parco naturale Adamello-Brenta che li hanno trasportati fino a Pinzolo.

La Provincia fa sapere che domenica l’accesso alla medio-alta valle rimarrà precluso ai mezzi privati, per non ostacolare le operazioni di ripristino e messa in sicurezza. Inoltre, le previsioni annunciano nuovi temporali e le zone di Cercen e Gabbiolo restano considerate a rischio: per questo motivo, la valle rimane chiusa a Caret. Restano invece attivi il servizio navette del Parco Adamello-Brenta e il collegamento Express fino a Caret.


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27 giugno 2026 ( modifica il 27 giugno 2026 | 21:23)