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Redazione Economia
Banche, operatori dei pagamenti ed esercenti firmano un nuovo protocollo per ridurre il costo delle transazioni elettroniche. Nel mirino i micro-pagamenti sotto i 30 euro, con offerte dedicate e maggiore trasparenza
Torna l’intesa tra banche, operatori dei pagamenti elettronici e associazioni di categoria per alleggerire il costo delle transazioni effettuate con carte di credito, debito e prepagate. Il nuovo protocollo, firmato al Ministero dell’Economia da Abi, Apsp, Assofin, Cna, Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti e Fipe, punta a favorire la diffusione dei pagamenti digitali attraverso offerte commerciali più convenienti e una maggiore trasparenza delle condizioni applicate agli esercenti.
Focus micropagamenti
L’obiettivo principale riguarda i micropagamenti. Per le operazioni fino a 10 euro le commissioni dovrebbero essere azzerate o fortemente ridotte, mentre per quelle di importo non superiore a 30 euro sono previste condizioni più favorevoli rispetto ai normali prezzi di mercato. L’iniziativa si inserisce nel solco del protocollo sperimentale sottoscritto nel 2023, ma amplia la platea delle imprese coinvolte e prolunga la durata delle agevolazioni.
Le norme sulla concorrenza
L’accordo, valido per due anni e approvato preventivamente dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato, non introduce tariffe obbligatorie né impone un listino unico. Le norme sulla concorrenza impediscono infatti agli operatori di concordare prezzi identici. Per questo motivo il protocollo si limita a impegnare banche e prestatori di servizi di pagamento a proporre offerte promozionali dedicate agli esercenti.
Le offerte e i servizi
Le iniziative commerciali dovranno essere rivolte almeno alle attività con ricavi annui fino a 400 mila euro, essere pubblicizzate sui siti internet degli operatori e restare disponibili per almeno dodici mesi. Inoltre, i prestatori di servizi di pagamento saranno invitati a mettere a disposizione almeno un’offerta specifica anche per le imprese con fatturato fino a 750 mila euro, ampliando così il bacino dei potenziali beneficiari rispetto all’esperienza del 2023.
Costi e commissioni
Uno degli aspetti centrali dell’intesa riguarda la trasparenza. Gli operatori adotteranno schemi standardizzati per presentare in modo chiaro e comparabile costi, commissioni e condizioni economiche dei contratti Pos. Le offerte dovranno inoltre essere trasmesse al Cnel, così da agevolare il confronto tra le diverse proposte presenti sul mercato.
L’obbligo per gli esercenti
Per i consumatori non cambia nulla: resta l’obbligo per gli esercenti di accettare pagamenti elettronici di qualsiasi importo, con sanzioni in caso di rifiuto. Per negozianti, bar, ristoranti e professionisti, invece, gli eventuali risparmi dipenderanno dalle condizioni che banche e operatori decideranno concretamente di offrire.
L’analisi
Il protocollo rappresenta dunque un nuovo tentativo di ridurre il peso delle commissioni sui piccoli pagamenti, uno dei temi più dibattuti negli ultimi anni tra esercenti e settore finanziario. Tuttavia, trattandosi di un accordo volontario e non di un intervento normativo, la sua efficacia sarà misurata dalla qualità delle offerte che arriveranno sul mercato e dalla loro effettiva convenienza per le attività commerciali.
27 giugno 2026 ( modifica il 27 giugno 2026 | 07:23)
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