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Andrea Pasqualetto
Gussoni (il Meteo.it): «L’anticiclone africano si è espanso nel cuore dell’Europa». Pasqui (Cnr): «Queste temperature non ci sarebbero state senza cambiamento climatico». Domani a Milano 39 gradi, Roma 38
Milano come Bangkok, Parigi peggio di Giacarta. Succede in questo giugno rovente che fa boccheggiare l’Europa portando la colonnina del mercurio a livelli mai visti a certe latitudini. Il capoluogo lombardo sta viaggiando intorno ai 40 gradi, già toccati nei giorni scorsi dalla capitale francese mentre la metropoli thailandese, famosa per il clima soffocante, si ferma a 35. E più a Sud, in Indonesia, non si superano i 31 gradi. Certo, bisogna fare i conti con l’umidità che in Oriente è molto più elevata e fa schizzare all’insù la temperatura percepita. «Ma un dato è certo: ci stiamo avvicinando a un clima tropicale con notti addirittura super tropicali e minime al di sopra dei 25 gradi», spiega Mattia Gussoni del Meteo.it che ha messo a confronto i dati medi degli ultimi trent’anni con quelli attuali: «Ne esce un quadro preoccupante: a Milano siamo oltre 10 gradi sopra, a Roma poco sotto i 10 di differenza, a Parigi ci sono stati quasi 20 gradi oltre la media storica, praticamente il doppio della temperatura, sia minima che massima, qualcosa di incredibile». E l’Europa idiventa per qualche giorno una delle aree più calde del mondo.
L’anticiclone subtropicale
Le cause? «Il colpevole è l’anticiclone subtropicale africano che si è espanso dal Nord Africa fino a raggiungere il bacino del Mediterraneo e il cuore dell’Europa. La novità rispetto al passato è che ora si parte da una base molto più calda a causa del cambiamento climatico derivante da una maggior concentrazione di Co2 in atmosfera». Per gli esperti le conseguenze sono scritte: aumento globale delle temperature e moltiplicazione delle ondate di calore. «E salendo i valori termici aumenta l’evaporazione dei nostri mari che si traduce in una maggior umidità nei bassi strati, il carburante di cui si nutrono i temporali più violenti che potrebbero arrivare da mercoledì prossimo», aggiunge Gussoni.
Si prevedono nuovi picchi di temperatura, soprattutto in Italia: domani (domenica) 39 gradi a Milano, 38 a Roma, mentre la morsa del caldo si allenta a Parigi (31) e Londra (25).
La probabilità di questi eventi
Per Massimiliano Pasqui, ricercatore del Cnr specializzato in fisica dell’atmosfera, «la probabilità di avere eventi come quello che si sta verificando in questi giorni si è moltiplicata di tre volte rispetto a trent’anni fa. Dei 10-15 gradi di incremento che vediamo rispetto alla media possiamo attribuirne quattro al solo cambiamento climatico. In pratica l’intensità di questa ondata di caldo trent’anni fa sarebbe stata impossibile». Sul parallelismo con alcune aree calde e umide del Sud Est asiatico il ricercatore fa spallucce: «Ha senso solo per una statistica numerica delle temperature perché stiamo parlando di regimi climatici totalmente diversi: lì c’è una circolazione tropicale caratterizzata dalla presenza dei monsoni con precipitazioni completamente diverse».
Le previsioni
Quando finirà il caldo insopportabile?
«Questa fase, in cui la bolla d’aria calda che ha il suo centro sulla Francia e lambisce l’Italia, dovrebbe terminare l’1 o 2 luglio, quando una perturbazione entrerà nel paese transalpino e anche nel nostro Settentrione coinvolgendo essenzialmente l’arco alpino e parte delle regioni centro meridionali. Avremo una diminuzione delle temperature e ci sarà più circolazione d’aria». Insomma, fra quattro giorni si dovrebbe respirare.
Pasqui tiene a ricordare che anche nel 2003 ci fu un fenomeno analogo: «Per l’Europa occidentale ha rappresentato l’estate più calda, con tre mesi straordinari che ancora resistono in testa alla classifica. Ma questo giugno 2026 ha buone chance per scalzare il primato».
27 giugno 2026 ( modifica il 27 giugno 2026 | 17:56)
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