Foto Vincent Leroux
Foto Vincent Leroux
Nell’interio design, che si tratti di case, alberghi o locali, oggi c’è un gran ritorno a un certo tipo di minimalismo, più caldo e avvolgente rispetto allo stile essenziale in auge negli Anni 90.
Si parla infatti di warm minimalism, un’evoluzione del minimal che arrotonda gli spigoli e punta su misura, semplificazione e relazione con la natura.
Una scelta ideale per chi ama gli spazi essenziali ma vuole evitare le atmosfere fredde. L’obiettivo si concentra sulla creazione di uno spazio capace di trasmettere un immediato senso di rifugio e benessere visivo.
La materia e la forma diventano i veri strumenti progettuali per dare corpo a questa filosofia. Viene bandito l’affollamento di arredi e oggetti, a favore di ambienti fluidi e rarefatti, resi accoglienti dall’uso di materiali naturali. L’essenzialità si traduce nell’inserimento di pochi pezzi scultorei in contesti dai toni neutri ma caldi, eliminando il disordine visivo senza rinunciare alla morbidezza tattile.
Nelle scelte strutturali, vengono preferiti rivestimenti in terra cruda o intonaci a calce graffiata, capaci di catturare la luce naturale in modo diffuso e morbido. Gli interni si presentano così dominati da texture tridimensionali e palette cromatiche terrose. Non a caso, la variante cromatica usata per sostituire i toni del grigio cemento spazia dal beige sabbia al marrone terracotta per riscaldare gli ambienti.
Ma non ci sono solo le scelte materiche: per definire questo cortocircuito tra linee essenziali e sensazioni calde si ricorre a un’attenta scelta del design degli arredi. Un incontro utile con le tendenze dell’arredamento è l’abbondanza di profili curvi. Un’altra risorsa utile per spezzare la monotonia è rintracciabile nelle forme organiche e scultoree che si possono trovare dal piccolo complemento, come il vaso o lo specchio, fino agli elementi più importanti della zona giorno come tavoli e divani.
Foto Simone Furiosi
Foto Simone Furiosi
Nell’appartamento parigino di un gallerista l’equilibrio materico dimostra di essere una cornice perfetta anche per l’arte contemporanea. Lo stesso rimando costante al paesaggio esterno, attraverso volumi puri e scultorei, palette neutra e calda torna in questa villa a Santa Margherita Ligure. Oppure nell’idea di riprendere e replicare il linguaggio sul segno a curva del soffitto a volta in questa ristrutturazione di 60 mq a Barcellona. Anche nel modo in cui Rudolph Parente ha utilizzato colori neutri in diverse stanze per mostrare toni e atmosfere diverse in questo progetto si legge la scelta del minimalismo caldo. Fino ad arrivare al sorprendente incontro tra rigore geometrico ed esplosione di colori nella ristrutturazione di questa residenza vittoriana a Melbourne.
In sostanza, una casa priva di eccessi ornamentali, ma ricca di dettagli materici, geometrie cromatiche e forme smussate, definisce il nuovo standard del lusso discreto. Una sottrazione che non toglie, ma aggiunge valore.