di
Andrea Tinti

Tutto esaurito per il tour più venduto del 2026 con ben 670.000 biglietti acquistati dai fan

Oggi e domani arriva allo Stadio Dall’Ara il caterpillar di Max Pezzali (ore 21). Un doppio appuntamento da tutto esaurito per il tour più venduto del 2026 con ben 670.000 biglietti acquistati dai fan pronti a ritrovarsi nelle storie diventate universali cantate prima dagli 883 e poi da Pezzali in una carriera solista piena di brio. Quindici appuntamenti live lungo la penisola intitolati «Max Forever Gli Anni D’Oro – Stadi 2026», iniziati con i bagni di folla di Lignano Sabbiadoro, Torino, Napoli e Roma. Conquistata Bologna, Pezzali andrà a Messina, Bari, Padova e Milano per il gran finale.

«Tra tutte le tournée che abbiamo progettato in questi anni, questa è forse quella che più celebra un periodo preciso: gli anni ’90. Non solo dal punto di vista musicale, con le mie canzoni, ma anche visivo attraverso citazioni e riferimenti specifici a un immaginario televisivo e culturale inimitabile. Il pubblico che sto trovando negli stadi è davvero straordinario, di tutte le età. È un’emozione pazzesca cantare davanti a loro ed è incredibile constatare come le canzoni attraversino le generazioni: non restano legate solo a chi ha vissuto quel determinato periodo, ma continuano a rinnovarsi attraverso il tempo, unendo anche le famiglie», ha detto Max Pezzali. Infatti, a volte è quasi inspiegabile il successo che regge nel tempo di alcuni progetti musicali. Quello di Pezzali è da ricercare nell’aver intercettato le storie della provincia italiana, nelle quali si sono ritrovati la maggior parte di ascoltatori. L’Italia di fatto, a parte pochissime città che si atteggiano a metropoli, è una grandissima provincia con le sue quotidiane storie raccontate alla perfezione dagli 883.



















































Il concerto, come detto, è incentrato sugli anni ’90, il primo album, «Hanno ucciso l’Uomo Ragno», è del 1992 e con gli altri quattro lp, «Nord sud ovest est», «La donna, il sogno & il grande incubo», «La dura legge del gol» e «Grazie mille», il gruppo ha camminato lungo un decennio che oggi viene omaggiato. Il primo capitolo del live, FestivalMax, è una citazione del programma musicale presentato in tante edizioni da Amadeus ed è proprio un cameo del conduttore a dare il via allo spettacolo, che inizia con Tieni il tempo, Bella vera e La lunga estate caldissima. Tre brani che porteranno subito il pubblico nella giusta atmosfera.

Si proseguirà con Sei un mito, altro classicone, poi toccherà a Viaggio al centro del mondo e La regola dell’amico che chiuderà la prima parte del concerto. Sarà quindi il momento delle ballad, con L’universo tranne noi e Ci sono anch’io. Il momento «sdolcinato» non può mancare, perché va bene ballare ma stringersi al proprio amato/amata nei live è sempre un bel momento. A questo punto dello show il Max del 1995 interrogherà il Max di oggi, subito prima di Hanno ucciso l’Uomo Ragno, Non me la menare e Rotta X casa di Dio.

Un altro momento intimo arriverà con Cumuli, Un giorno così e Senza averti qui, seguite da Ti sento vivere (ricordate dove fu girato il videoclip?), Eccoti e Una canzone d’amore. L’atteso momento delle videocamere che andranno tra il pubblico non mancherà, come l’applausometro a decidere le sorti della scaletta. Altre ballad, un brano acustico e il bis decreterà la fine del live. Tutto questo è quello che i fan chiedono a Pezzali. E Pezzali è pronto a darlo.


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27 giugno 2026 ( modifica il 27 giugno 2026 | 18:11)