L’Aprilia ha trionfato eppure è in angoscia. La casa di Noale ha fatto tripletta, la seconda della sua storia e dell’anno, dopo quella di Le Mans. E nella Tripletta della casa costruttrice c’è la doppietta, storica, della Trackhouse, con successo di Ai Ogura davanti a Raul Fernendez. Il Giappone torna al successo dopo 22 anni. L’ultimo era stato il 19 settembre 2004, in casa, a Motegi: vinse Makoto Tamada. Terzo posto per Jorge Martin che diventa così leader del Mondiale. Perché la paura riguarda Marco Bezzecchi. Il Bez è caduto rovinosamente al terzo giro, alla Curva 15. Dove si arriva a oltre 200 all’ora. Dopo la staccata, quando era all’incirca sui 185 km/h, è volato, rimbalzando numerose volte, in modo spaventoso. Subito trasportato al Centro Medico, dove era cosciente, ha scambiato qualche battuta con il padre. Muoveva correttamente tutti e quattro gli arti, ma aveva molto dolore al collo, al torace, a una caviglia, come ha comunicato il medico dell’Aprilia, il dottor Franco Perona. Da lì Marco è stato trasportato all’Ospedale Universitario di Groninga. In attesa di saperne di più. E con la speranza di avere buone notizie.
dominio aprilia—
Le Aprilia, tutte e quattro, avevano messo le cose in chiaro fin dalla partenza, la prima senza abbassatori anteriori. Nell’ordine sono volati via Martin, Ogura, Fernandez e Bezzecchi. Quindi l’incidente del Bez, con Marquez che si è fatto sotto, ha persino temporaneamente passato Ogura, installandosi per un attimo al terzo posto. Poi è stato un susseguirsi di colpi di scena che neanche in Moto3. Con Ogura tornato terzo, è arrivato su Pedro Acosta, fino al quarto posto, uccellando persino Marquez. Prima di commettere un errore, un largo, che ha permesso l’inserimento non solo di Marc, ma anche di Bagnaia. Quindi ritiro dello stesso Acosta, per un problema fisico, alle dita della mano destra. Al giro 15 lo ha imitato Bagnaia, anche lui fuori: i suoi guai sono stati meccanici, presumibilmente ai freni. Al giro 17 avvicendamento in testa, primo Fernandez, secondo Martin. E a quel punto, nel suo stile, Ogura se li è acchiappati tutti e due nel giro di poche curve. Ce ne sarebbe anche abbastanza. E invece c’è stato anche il Diggia, un gran Diggia. Che al 21 giro ha cozzato carena a carena con Marquez all’ultima esse. Superandolo per issarsi quarto, ma spingendolo fuori tracciato. Vedendosi di conseguenza comminare un long lap penalty e ritrovarsi settimo, dietro a Bastianini sesto, a Marc quinto e a un incredibile, sorprendente Alex, in quel momento quarto. Di Giannantonio ha sorpassato immediatamente Bastianini. E poi come una furia, riprendendosi tutti e due i Marquez. Marc lo ha ripassato esattamente dove e come prima, solo in modo più pulito e ammirevole. E allora Diggia quarto, Alex, acciaccato, dolorante, eroico, splendido quinto. E Bastianini sesto. Perché dopo un gran duello aveva avuto la peggio con Marc, ma il campione del mondo era andato oltre i limiti della pista. Dunque penalità, posizioni invertite: sesto Bestia, settimo Marc. Con Quartararo ottavo.