SAN DONÀ DI PIAVE (VENEZIA) – Un’altra estate senza canali tv: il sindaco Alberto Teso diffida la Rai. Il problema si presenta con una certa periodicità durante l’anno a San Donà e in altri Comuni del Veneto orientale. Il problema è stato segnalato anche a Noventa, Caorle, Porto Santa Margherita. Alcuni lamentano che il segnale scompare, altri la situazione di anziani o cittadini che non vanno in vacanza per cui la tv rappresenta un modo per passare il tempo; qualche altro ha spiegato di aver risolto il problema con un dispositivo che separa le frequenze del 5G. Il problema è di competenza di Rai Way, l’azienda che si occupa della trasmissione del segnale.
Dopo anni di tentativi per sistemare le frequenze Teso ha inviato un atto formale a Rai, Rai Way, e per conoscenza Agcom, Corecom Veneto e Prefettura di Venezia, avvertendoli che in caso contrario si procederà con le vie legali. Nel sollecito si chiede, entro 15 giorni, una relazione tecnica sulle cause del disservizio, l’indicazione degli impianti e delle frequenze, gli interventi previsti e la nomina di un referente tecnico unico per il rapporto con il Comune. Il sindaco chiede, inoltre, che vengano valutate soluzioni alternative o integrative, compresi sistemi satellitari o decoder dedicati.
«Non inviterò i cittadini a non pagare il canone – precisa Teso – perché non posso chiedere di violare la legge. Ma i cittadini hanno diritto a ricevere il servizio, proprio perché pagano. San Donà e il Veneto orientale non possono essere trattati come territori marginali».
APPROFONDIMENTI
I tentativi
Il Comune si era già attivato lo scorso anno, anche attraverso l’assessore al Commercio Lucia Camata, che aveva contattato Rai e Rai Way. Anche la Conferenza dei Sindaci aveva scritto al Ministero delle Imprese per segnalare la situazione. «Non si tratta di una lamentela generica – spiega Teso -. La stessa Rai ha già riconosciuto l’esistenza di criticità tecniche. Ci era stato detto che l’intervento a livello nazionale del 28 agosto dello scorso anno sul segnale Rai e sul MuxB in tecnologia T2 avrebbe potuto risolvere il problema. Ma non è servito. I cittadini subiscono un disservizio inaccettabile».
Il Comune avvierà una serie di iniziative pubbliche e istituzionali. Per prima cosa chiederà una verifica tecnica sulla mancata ricezione del segnale. Sarà convocata una Commissione consiliare aperta, dedicata al tema della mancata ricezione del segnale tv. Se non arriveranno risposte adeguate, Teso porterà il dossier al Ministero delle Imprese e del Made in Italy e alla Commissione parlamentare di vigilanza Rai, coinvolgendo i rappresentanti istituzionali della zona.
«Non può essere considerata una questione locale minore – sottolinea Teso -. Se il problema riguarda il Veneto orientale, allora deve essere trattato come questione territoriale e nazionale».
Il Comune valuterà una campagna pubblica denominata “Canone versato con espressa riserva di contestazione”. L’iniziativa consiste nel mettere a disposizione dei cittadini un modello di comunicazione da inviare a Rai, Rai Way e Agcom: una contestazione formale del disservizio, con la dicitura espressa “Il pagamento viene effettuato al solo fine di evitare ulteriori aggravi e senza acquiescenza alla pretesa dell’ente, con espressa riserva di ogni diritto, azione ed eccezione, inclusa la ripetizione di quanto eventualmente non dovuto”.
Se non sarà possibile garantire in tempi brevi una ricezione stabile del segnale, il Comune chiederà che vengano previste soluzioni alternative: contributi per decoder satellitari, sistemi di ricezione alternativi, convenzioni tecniche o altri strumenti idonei a garantire l’accesso effettivo ai canali del servizio pubblico.