Diventato piuttosto antipatico — se non a tutti di sicuro a tanti —, George Russell è riuscito a silenziare con i fatti chi non lo ama. Il «stai calmo, stai calmo», pronunciato in italiano dopo la pole position quale probabile provocazione all’indirizzo di Kimi Antonelli, è stato convertito nel successo nel Gp d’Austria, una vittoria per tappare la bocca ai nemici. E questo a prescindere dal reale senso di quelle parole, depotenziate dal pilota britannico con una precisazione in verità poco convincente. Così è, se vi pare. George aveva vinto la prima, a Melbourne, poi aveva visto sbocciare Kimi il bolognese. Ora sale sul cavallo della riscossa: non è bottino grasso come a Barcellona, dove gli andò bene anche la sconfitta da Hamilton perché il compagno di team era rimasto appiedato mentre stavolta è sul podio inferiore, però il segnale è chiaro. Tuttavia tra i compagni/coltelli compare l’ombra di Max Verstappen, forse più minacciosa di quella dei ferraristi e dei Papaya Boys della McLaren.