L’ondata di calore di matrice subtropicale che sta interessando la regione Veneto ha raggiunto la sua fase acuta. Per la giornata odierna si prevedono massime al suolo intorno ai 38°C, un valore che sfiora il record storico per il mese di giugno registrato nel 2019. Questo scenario di caldo eccezionale, sia per persistenza che per valori termici, si prolungherà fino a lunedì 29 giugno. I termometri hanno registrato una crescita costante nell’ultima settimana, passando dai 36,1°C di lunedì ai 37,3°C di sabato, dopo aver oscillato tra i 35 e i 36 gradi nei giorni centrali della settimana.
Un cambiamento della circolazione atmosferica è atteso tra il pomeriggio e la sera di lunedì, quando l’ingresso di correnti più fresche di origine atlantica determinerà un forte contrasto termico con l’aria calda preesistente in Pianura Padana.
L’evoluzione meteo si articolerà in modo progressivo nei giorni successivi. Nella serata di lunedì si verificheranno i primi rovesci sparsi sui rilievi alpini in estensione alle aree pianeggianti, in particolare l’alta pianura veronese, con il rischio di temporali localmente di forte intensità e grandinate. Successivamente, nella giornata di martedì 30 giugno, si registreranno una maggiore nuvolosità e un calo termico di 2-3 gradi che manterrà le massime stabili sui 35°C, prima di un secondo passaggio instabile previsto in serata. Infine, tra mercoledì 1 e giovedì 2 luglio, i termometri scenderanno inizialmente a 33-34°C con nuovi fenomeni pomeridiani, per poi crollare definitivamente giovedì, quando le massime non supereranno i 30-31°C e le minime di venerdì mattina caleranno sotto i 20°C, interrompendo una serie tropicale che durava da oltre quindici giorni.
Parallelamente alle temperature estreme, il Veneto deve fare i conti con una marcata carenza di precipitazioni. I dati Arpav indicano che nella decade tra il 18 e il 27 giugno la temperatura media regionale è risultata superiore di ben 8°C rispetto alla media climatologica del periodo 1991-2020, accelerando i processi di evapotraspirazione.
L’ultimo evento piovoso significativo sul territorio risale all’inizio del mese, precisamente al 2 giugno. Da inizio anno l’accumulo complessivo in città si attesta a circa 275 mm, a fronte di una media storica di 390 mm. Questo forte deficit si sta traducendo in uno stress idrico per i terreni agricoli, specialmente nella pianura veronese, costringendo i produttori a intensificare i turni di irrigazione artificiale per salvaguardare le colture estive come mais, vigneti e frutteti nel pieno del loro sviluppo biologico.