San Lazzaro (Bologna), 29 giugno 2026 – Un palazzone. Un lucernario di plexiglas. Un ragazzo che ci si arrampica sopra. E che precipita giù. Sembra un de ja vù. Ma questa volta non siamo in via Piave, dove il piccolo Louis Pisha, 12 anni, il 3 aprile scorso ha perso la vita scattando selfie con gli amici al tramonto.
Siamo in via Pio La Torre a San Lazzaro, in un torrido pomeriggio di fine giugno. Quale sia stato il motivo per cui Giovanni Luppi, 26 anni, sia salito sul tetto del palazzone di sei piani lo stanno cercando di capire i carabinieri della Compagnia di San Lazzaro, chiamati dai vicini che hanno sentito il violento tonfo. Erano le 15,15.
Il giovane era andato a trovare la fidanzata
Quando i sanitari del 118 sono arrivati in via Pio La Torre, per lo studente non c’era più niente da fare. Giovanni era residente a San Lazzaro, ma non abitava in quel condominio dove ieri ha trovato la morte. Stando a quanto ricostruito dai militari dell’Arma, ieri pomeriggio era andato a trovare la sua ragazza che vive lì. Erano in casa assieme ad altre due amiche quando una quarta ragazza sarebbe arrivata, a sorpresa, inattesa.
Il plexiglas si è frantumato in un attimo
Giovanni a quel punto avrebbe deciso di salire sul tetto: sembrerebbe che la vittima volesse evitare di farsi vedere da questa ragazza. E così è uscito di corsa ed è salito sul terrazzo condominiale. Per farlo, è passato sopra alla lamina di plexiglas. Che era vecchia e resa bollente dal caldo di ieri. E che si è frantumata in un attimo, facendo precipitare il ventiseienne nel vuoto.

Giovanni è salito sul lucernario e poi è precipitato
I condomini hanno sentito il tonfo e sono usciti dagli appartamenti a vedere cosa fosse accaduto. E così le amiche. E oltre il vano scale, c’era il corpo del ventiseienne, senza vita. Sono stati subito allertati i soccorsi e i carabinieri: si era pensato in un primo momento anche a un gesto estremo, ma le testimonianze fornite dalle amiche della vittima hanno fornito un quadro diverso. Quello di un tragico incidente.
La vittima giocava a calcio a San Lazzaro
Giovanni Luppi era molto conosciuto a San Lazzaro, dove giocava a calcio, e la comunità, quando si è diffusa la notizia della tragedia, è rimasta sotto choc. Un bravo ragazzo, con la testa sulle spalle e tanti amici. Che adesso sono tutti sconvolti e continuano a chiedersi come sia stato possibile.
Sconvolti gli inquilini del condominio: fiori rosa e bianchi sotto il palazzo
Un fiore rosa e uno bianco sono stati appoggiati al muretto del palazzo di via Pio La Torre. Il sangue è stato ripulito, rimangono pochi segni della caduta fatale di Giovanni Luppi. Nel condominio il silenzio è rotto da pochi residenti, ancora sotto choc.
“È stata mia mamma a chiamare l’ambulanza. Ha sentito un rumore fortissimo, come se fosse caduto un mobile. Affacciandosi sulle scale ha intravisto il sangue e ha subito dato l’allarme”, racconta la figlia di un’inquilina del primo piano. “Mi ha telefonato alle 15,15 e io, che abito poco distante, sono corsa subito qui”.
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I sanitari sono arrivati in pochi minuti, ma le lesioni riportate erano troppo gravi e non c’è stato nulla da fare. Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri che per ore, “fino a sera”, hanno cercato di ricostruire la dinamica.

I fiori bianchi e rosa sotto il palazzo
La donna indica l’ultimo piano del palazzo, dove si trova il lucernario dal quale il ragazzo è precipitato. “È una classica terrazza con il parapetto in muratura. Sopra c’è un lucernario in plexiglass, utilizzato per tenere lontani gli uccelli. Non ha retto il peso e il lucernario è crollato”.
Più volte racconta di aver visto i giovani ritrovarsi nell’appartamento. “Sono sempre stati r agazzi tranquilli. Il solito gruppetto. Probabilmente stavano semplicemente trascorrendo la domenica pomeriggio insieme. Nessuno avrebbe mai potuto immaginare una cosa del genere”. Poi lo sguardo torna ai due fiori lasciati ai piedi del palazzo e gli occhi si fanno lucidi. “Una vita spezzata a 26 anni è una tragedia enorme”.
