di
Erica Dellapasqua

L’ex ministro ricorda l’amore tra la ministra Roccella e il marito: «Lui sempre presente, un passo indietro»

Gaetano Quagliariello, con Eugenia Roccella e il marito vi conoscete da tempo: l’ha sentita in queste ore?
«Le ho scritto, l’essenziale in circostanze del genere. Luigi lo conoscevo, lo conosco da cinquant’anni».

Con la ministra Roccella da un po’ prima, per affinità politica.

«Lei è figlia di Franco, tra i fondatori dei radicali: ci siamo conosciuti nel partito, ero amico del papà e poi suo. Sono di famiglia».

Luigi Cavallari, come lo descrive.
«L’equilibrio. Non viveva di slanci, trasmetteva solida costanza. L’uomo che, con sguardo sempre acuto, segue tutti con discrezione, come poggiato sul ramo di un albero: dall’alto, fuori dalla mischia, ma consapevole e autorevole. Era entrato nella nostra Fondazione Magna Carta, le cose non sono sempre andate bene e quando è capitato di dover prendere delle decisioni ci si affidava alla sua saggezza».



















































Lui e Roccella si erano conosciuti da giovani: lei diciotto anni, lui dodici in più. Come li ricorda assieme?
«Si sono incontrati quando Eugenia viveva il pieno della sua prima militanza politica e femminista, quando non era scontato sposarsi per chi, come noi, respirava il clima di quell’epoca. Del resto, Luigi era fuori da quella cerchia, e anche questo per quei tempi era una particolarità: ci si incrociava nel mondo politico, invece lui non ne faceva parte, si conobbero a casa di amici e da allora non si sono più lasciati».

Roccella, nelle interviste più recenti, ha trasmesso l’idea del loro legame: è il mio grande amore, ha risposto.
«Avevano un rapporto molto particolare. Da quando ricordo Eugenia, ricordo Luigi. Lui è una persona molto rara, un gentiluomo d’altri tempi: mite, discreto ma anche molto determinato, un uomo che sapeva cosa voleva e certamente tra le cose che ha fortemente voluto c’erano la storia e poi una famiglia con Eugenia. Ha coltivato e difeso con determinazione ciò che aveva costruito, nel rapporto con Eugenia e con i due figli, Francesco e Silvia».

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Lui più defilato, lei ministra.
«Anche questo aspetto li caratterizzava. Lui è sempre stato laterale, attraversando le fasi anche politiche di Eugenia. Da quando poi, circa dieci anni fa, è andato in pensione, il loro rapporto si è fatto ancora più stretto: anche se mai esposto era molto partecipe ed è stato per lei un utile consigliere con cui confrontarsi. Il lavoro è sempre stato fondante per entrambi».

Lui architetto e professore.
«Sì, un bravissimo architetto e un ottimo docente universitario, ha un po’ accantonato la sua professione a favore dell’insegnamento e del rapporto con i suoi allievi».

Con la ministra frequentavano spesso il lago di Vico.
«Era la casa di famiglia di Eugenia, per loro una sorta di rifugio. Conoscevano bene il lago e i suoi rischi: una persona che si sente bene, un tuffo se lo fa».


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29 giugno 2026 ( modifica il 29 giugno 2026 | 07:37)