Caldo record a Milano, sfiorati i 40 gradi. La mappa «anti afa» in città: dalle piscine alle Case di quartiere
(Di Alessio Di Sauro) Refrigerio cercasi. I 39 gradi (quasi 40) del pomeriggio milanese impongono contromisure: e, se in centro i turisti optano per l’ingresso nei musei in ragione dell’aria condizionata ancor prima che per afflati artistici, le persone più anziani e fragili benedicono le più di 60 Case di quartiere del Comune. Sì, benedicono: «Ogni giorno non vedo l’ora che arrivi l’orario di apertura, se dovessi restare da solo a casa con questo caldo non saprei come fare. Mia moglie è ricoverata al Trivulzio, mio figlio abita lontano: qui riesco a sentirmi a casa». A parlare è Ignazio Franceschini, primavere 83, habitué degli spazi di via Caio Mario 18, dal 2011 oasi di ristoro e aggregazione per gli abitanti del quartiere Quinto Romano: qui, tra una partita a scopa e una chiacchera al fresco del condizionatore, persino l’anticiclone africano diventa meno temibile. Si scambiano libri, si gusta una bibita gelata, ci si ripara da afa e solitudine.
«Organizziamo decine di attività, poi naturalmente è possibile anche godere degli spazi in libera aggregazione – commenta il presidente Giuseppe De Filippo -. Teniamo corsi di yoga, pilates, ginnastica posturale e corsi di informatica di base». «Rappresentiamo soprattutto un presidio territoriale – aggiunge il suo vice Giampiero Roccon -, molti degli avventori sono persone sole e con disabilità». Come la signora Giovanna, che concede un paio d’ore di svago all’anziana mamma: «È il solo modo per consentirle un po’ di svago, rischierebbe di restare in casa tutto il giorno». Il decano è Giuseppe Tesé, 97 anni, agguerritissimo al tavolo del burraco: «A casa non ho l’aria condizionata, venire qui è una scelta obbligata».
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