I Friedkin hanno seguito le indicazioni di Gasperini: niente cessioni eccellenti con l’obiettivo di lottare per lo scudetto
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29 giugno 2026 (modifica alle 17:17) – MILANO
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Non cedere i titolari, a meno di offerte davvero irrinunciabili. I Friedkin hanno seguito le indicazioni di Gian Piero Gasperini. E, nonostante la scadenza del 30 giugno, hanno resistito ai tentativi per Svilar, Ndicka e Koné. Il tecnico a fine stagione era stato chiaro con la proprietà e aveva indicato la necessità di non rivoluzionare la rosa che aveva appena conquistato la Champions. L’obiettivo di Gasp, infatti, era limitare le uscite, tenere saldo il gruppo e concentrarsi su 3-4 acquisti di livello per puntare a infastidire l’Inter per lo scudetto in un anno di grosse incognite per Milan, Napoli e Juve.
OTTIMISMO—
La proprietà ha cercato altri modi per fare cassa entro il 30 giugno e limitare le perdite in vista della chiusura del settlement agreement con l’Uefa: dal rimborso per i diritti tv al risarcimento della polizza assicurativa per Bove passando per l’indennizzo del Basilea per Calafiori. A queste si sono aggiunte le plusvalenze di Romano, Saud, Sangaré e Baldanzi. Non abbastanza per rimettere i conti apposto. Per questo i Friedkin si preparano a una multa corposa e (forse) a una limitazione per le liste Uefa della stagione 2027-2028. Non di più. Da quattro anni d’altronde il club riduce progressivamente il rosso di bilancio e la qualificazione in Champions rappresenta un acceleratore decisivo. La prossima stagione, infatti, potrà portare un aumento rilevante del fatturato: dagli attuali circa 270 milioni si salirà sicuramente oltre i 320, considerando i ricavi garantiti dalla partecipazione alla massima competizione europea e quelli legati al Centenario e alle nuove sponsorizzazioni.
L’ECCEZIONE SOULÈ—
Il nome che può sbloccare subito la situazione è ancora quello di Matias Soulé. La sua è una delle poche cessioni avallate da Gasperini. Offerte vere, però, sono arrivate solo dall’Arabia Saudita. L’argentino ha preso tempo sperando in un rilancio di Aston Villa o Borussia Dortmund, ma ormai il tempo passa è a poco più di 24 ore dalla mezzanotte del 30 giugno è improbabile che qualcosa cambi. E il piano B? La Roma non l’ha preso in considerazione. Sarebbe stato quello di sacrificare uno degli incedibili di Gasp. Quindi uno tra Svilar, Ndicka, Wesley o Pisilli. Per il portiere c’erano stati sondaggi dalla Premier, il difensore ivoriano piaceva all’Inter mentre il brasiliano e l’azzurro erano stati messi nel mirino di Chelsea (prima dell’acquisto di Palestra) e Como. La Roma non ha voluto nemmeno ascoltare le offerte mentre ha lasciato uno spiraglio per Koné. Ma alle sue condizioni e quindi a un prezzo non inferiore ai 50 milioni. Che potrebbe salire in base alle prestazioni del centrocampista francese al Mondiale.
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ORA GREENWOOD—
Se ne riparlerà a luglio. Ora c’è da attuare la seconda fase della campagna rafforzamenti: i rinnovi di Dybala, Celik e Pellegrini. E soprattutto il mercato in entrata che vede Greenwood in prima fila. La Roma si farà sotto ufficialmente per l’inglese a partire da mercoledì cercando di avvicinare la richiesta di 50 milioni più bonus del Marsiglia che in tema di conti è davvero in alto mare e ha necessità di fare cassa il prima possibile. Greenwood ha già dato l’ok al trasferimento ma non aspetterà in eterno considerato anche l’interesse del Fenerbahce. L’obiettivo è avere l’inglese in ritiro per metà luglio. Poi Gasp si aspetta altri due titolari: l’esterno alto a sinistra e un esterno basso coi nomi di Moreira dello Strasburgo e di Molina dell’Atletico Madrid cerchiati in rosso. Poi, in base a qualche cessione, si passerà al contorno. Se dovesse partire Ziolkowski arriverà un difensore mancino per la panchina. Se invece dovesse arrivare l’offerta irrinunciabile per Koné si andrà a cercare un titolare a centrocampo dove è tornato di moda il nome di Matt O’Riley del Brighton.
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