Deliberato il parere favorevole all’iscrizione al campionato di tutte le aventi diritto, comprese BC Roma SPQR e Maxima Roma. Il presidente di Lega Gherardini: “Rispettate le regole, però come associazione vogliamo ritrovare un ruolo nel poter valutare queste opportunità”
29 giugno – 19:36 – BOLOGNA
L’era delle due squadre romane in Serie A, la nuova BC Roma SPQR di Donnie Nelson e la Maxima Roma di Paul Matiasic, si apre con la delibera da parte dell’assemblea di Lega Basket a Bologna del parere favorevole alla loro iscrizione al campionato, come a quella delle altre 14 squadre aventi diritto, trasmesso come da prassi alla Federazione, che nel consiglio federale del 16 luglio compilerà formalmente la lista delle partecipanti ai campionati. Calendari attesi per la fine di luglio. C’era attesa per i volti dei due club: nessuno per la Maxima Roma, perché il passaggio di proprietà da Brescia non è ancora formalmente completato, e da remoto (come Milano e Scafati) ha partecipato Marco Patuelli in rappresentanza della vecchia proprietà, mentre per Roma SPQR c’era Roberto Carmenati, storico braccio destro di Nelson. Di cui ha colpito indubbiamente essersi trattenuto molto a lungo a colloquio con Michael Arcieri, gm di quella Trieste appena lasciata da Matiasic per andare sull’altra sponda del Tevere.
COINVOLTI—
“Come associazione è importante anche per noi recuperare un ruolo maggiore nel valutare le singole opportunità nell’interesse di tutti gli associati”, ha riassunto a fine assemblea il presidente di Lega Maurizio Gherardini, sintetizzando il fermento dei club che vorrebbero essere più partecipi quando ci sono scossoni che riguardano tutto il campionato, e non solo le realtà direttamente coinvolte, come i trasferimenti a Roma di Cremona e Brescia. “Sono state rispettate le regole e i meccanismi, ma oggi abbiamo condiviso cosa si potrebbe fare diversamente se succedesse di nuovo. Abbiamo concertato con la Federazione un tavolo sulle riforme strutturali del nostro sistema. Si potrebbe mettere qualche paletto in più. A me piacerebbe che anche l’assemblea delle società di Serie A, la parte apicale del movimento, possa avere momenti di confronto in queste situazioni”. Anche se il modello del Board of Governors Nba, evocato in assemblea, non è replicabile in Italia.
OPPORTUNITA’—
Da una parte l’arrivo di proprietà straniere genera valore per tutti, certo alzando le cifre del mercato ma anche l’esposizione e la valorizzazione delle altre associate: “È stato un fattore di riflessione anche in assemblea – ha detto Gherardini -. Le società si rendono conto che dobbiamo considerare i cambiamenti. L’80% dei club di Premier League non sono di proprietà inglese. C’è sempre più ricerca da parte dei mercati di asset in cui investire. La possibilità di investire può portare ricchezza a tutto l’indotto. C’è la consapevolezza che l’arrivo di nuove risposte porta anche opportunità per crescere”. E in ogni caso “c’è da proteggere chi investe nel suo modo di aiutare il basket”.
ROMA—
Dall’altra parte ci sono i timori per quando la bolla dovesse esplodere, lasciando le vittime sul terreno. Magari anche il club di Roma che non dovesse essere scelto per Nba Europe: “Ci sono risposte che non siamo in grado di prevedere. Negli incontri entrambi i gruppi hanno detto di aver scelto Roma perché credono nella crescita del basket in città, con un progetto da sviluppare: è una città di basket da scoprire, con una popolazione tra 8 e 18 anni di 10mila bambini che giocano a basket ed è un primo target per queste nuove realtà. Certamente c’è tanto lavoro da fare”. A margine dell’assemblea il saluto a Maurizio Bezzecchi, che lascia la Lega dopo un ventennio alla comunicazione, mentre è stata la giornata della nomina di Francesco Riccò a segretario generale della Lega.
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