di
Andrea Bocchini
A poche ore dalla sfida tra le due squadre, sul web è tornata la finale immaginata da Captain Tsubasa: nel cartone i nipponici compiono l’impresa
C’è chi pubblica gli screenshot del cartone animato sottolineando le (evidenti) somiglianze. Chi affianca le grafiche dei Mondiali 2026 alle immagini dell’anime. E chi ironizza: «Manca solo Oliver Hutton». A poche ore da Brasile-Giappone, secondo match dei sedicesimi di finale di questa edizione del Mondiale, la sfida è diventata molto più di una semplice partita. Sui social, infatti, è esplosa la nostalgia per Holly e Benji (Captain Tsubasa, per essere precisi): l’incrocio tra le due nazionali richiama uno degli episodi più iconici della serie creata da Yoichi Takahashi.
Su X, TikTok e Instagram si moltiplicano i post che mettono a confronto la sfida reale con quella immaginata oltre quarant’anni fa. C’è chi ripropone le immagini di Oliver Hutton (Holly) contro la Seleção, chi scherza sui “campi lunghi chilometri” e sui tiri interminabili, ma soprattutto chi si chiede se anche questa volta la storia – e la presunta «profezia» di Takahashi – possa ripetersi, seguendo lo stesso copione della finale del World Youth raccontata nel cartone.
Mondiali, la finalissima Brasile-Giappone
Nell’anime, infatti, il Giappone arriva fino alla finalissima proprio contro il Brasile. Una partita rimasta nell’immaginario collettivo di milioni di appassionati, nella quale i nipponici completano l’impresa vincendo 3-2. A decidere l’incontro è, naturalmente, Oliver Hutton con una spettacolare rovesciata: il gol che consacra definitivamente il calcio giapponese nell’universo immaginato da Takahashi.
C’è però una precisazione che in molti stanno dimenticando in queste ore. Nell’anime trasmesso in Italia quella sfida non viene mai mostrata per intero: Holly e Benji Forever si interrompe proprio all’inizio della finale tra Giappone e Brasile. È il manga, invece, a raccontarne lo svolgimento e il successo finale della nazionale nipponica.
Quarant’anni dopo, la realtà offre un nuovo capitolo. Stavolta in campo non ci sono Oliver Hutton, Benji Price e Mark Lenders, ma un Giappone che negli ultimi anni ha dimostrato di poter competere con le grandi del calcio mondiale. Dall’altra parte c’è il Brasile di Carlo Ancelotti, guidato da campioni come Vinícius Júnior, Neymar, Marquinhos e Casemiro, chiamato a difendere la propria tradizione.
Il resto, almeno sui social, sembra già scritto. Ma il calcio, quello vero, raramente segue il copione di un cartone animato. O forse, per una notte, potrebbe anche decidere di farlo.
29 giugno 2026 ( modifica il 29 giugno 2026 | 17:25)
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