@m3motorcube.comSensori a 360°, Intelligenza Artificiale ed Edge AI: Canyon presenta Predict, il concept che anticipa i pericoli prima ancora che il ciclista li percepisca
La sicurezza nel ciclismo su strada potrebbe essere vicina a una svolta tecnologica senza precedenti. In occasione di Eurobike, la più importante manifestazione europea dedicata al mondo della bicicletta, Canyon ha svelato Predict, un innovativo prototipo che punta a trasformare radicalmente il modo in cui i ciclisti affrontano la strada.
Non si tratta semplicemente di una nuova bicicletta da corsa, ma di una piattaforma tecnologica che integra sensori, radar, telecamere e Intelligenza Artificiale direttamente sul mezzo per monitorare costantemente ciò che accade intorno al ciclista, anticipando situazioni di rischio e fornendo indicazioni in tempo reale.
L’obiettivo dichiarato è ambizioso: passare da una sicurezza “reattiva”, che interviene dopo il verificarsi di un problema, a una sicurezza “predittiva”, capace di prevenire gli incidenti.
Negli ultimi anni il settore automobilistico ha visto una rapida evoluzione dei sistemi ADAS (Advanced Driver Assistance Systems), oggi sempre più diffusi sulle automobili moderne.
Nel ciclismo, invece, le innovazioni dedicate alla sicurezza sono rimaste limitate a caschi, luci e dispositivi di segnalazione. Nel frattempo il numero di ciclisti coinvolti in incidenti continua a rappresentare una delle principali criticità della mobilità urbana ed extraurbana.
Da questa riflessione nasce Canyon Predict, un progetto che vuole sfruttare le tecnologie oggi disponibili per offrire ai ciclisti un livello di protezione finora riservato esclusivamente al mondo automotive.
Il cuore del sistema è costituito da una rete di sensori distribuiti sull’intera bicicletta che crea una visione completa a 360 gradi dell’ambiente circostante.
Tra i dispositivi impiegati troviamo:
- telecamere ad alta definizione;
- radar per il rilevamento dei veicoli;
- sensori di prossimità;
- sensori inerziali;
- sistemi Bluetooth a basso consumo;
- piattaforma di elaborazione AI integrata.
L’insieme di questi elementi permette alla bicicletta di monitorare continuamente:
- automobili in avvicinamento;
- motocicli;
- altri ciclisti;
- ostacoli;
- condizioni del fondo stradale;
- curve pericolose;
- dinamiche del gruppo durante le uscite collettive.
Uno degli aspetti più innovativi riguarda l’elaborazione dei dati.
A differenza di molti sistemi che utilizzano il cloud, Predict elabora tutte le informazioni direttamente sulla bicicletta grazie a una piattaforma Edge AI.
Questo significa che:
- le elaborazioni sono immediate;
- non è necessaria una connessione Internet;
- viene ridotta la latenza;
- aumenta la tutela della privacy del ciclista.
Il sistema analizza continuamente ciò che “vede”, interpreta il contesto e calcola la probabilità che una determinata situazione possa trasformarsi in un pericolo.
Alla base del sistema troviamo quello che Canyon definisce Cognitive Core, una vera e propria centrale di elaborazione installata sul telaio.
Questo processore utilizza modelli avanzati di visione artificiale e algoritmi di tracciamento per:
- riconoscere oggetti;
- seguirne gli spostamenti;
- prevederne le traiettorie;
- attribuire un livello di rischio;
- decidere quale avviso inviare al ciclista.
In pratica la bici è in grado di “capire” ciò che sta accadendo attorno a sé e suggerire il comportamento più sicuro.
Tra le innovazioni più interessanti figura anche il nuovo sensore installato nel mozzo della ruota, sviluppato in collaborazione con DT Swiss.
Il modulo integra:
- accelerometro;
- giroscopio;
- batteria dedicata;
- connessione Bluetooth Low Energy.
Grazie alla misurazione continua dei movimenti longitudinali, laterali e verticali, il sistema riesce a valutare con precisione:
- stabilità della bici;
- angolo di piega;
- accelerazioni;
- frenate;
- vibrazioni;
- perdita di aderenza.
Queste informazioni alimentano gli algoritmi di assistenza alla guida.
Predict non si limita ad avvisare il ciclista.
La piattaforma può infatti suggerire il comportamento migliore nelle situazioni più delicate.
Tra le funzioni illustrate da Canyon figurano:
- suggerimento della velocità ideale in curva;
- assistenza nelle frenate improvvise;
- mantenimento della traiettoria;
- rilevamento di fondi sconnessi;
- gestione della distanza di sicurezza;
- monitoraggio delle uscite in gruppo.
L’obiettivo è aiutare il ciclista a mantenere il massimo controllo del mezzo anche nelle situazioni più imprevedibili.
Il progetto Predict dialoga con il casco smart Stingr, anch’esso sviluppato da Canyon.
Il casco dispone di una visiera trasparente capace di visualizzare informazioni direttamente nel campo visivo del ciclista.
Tra i dati mostrati potrebbero comparire:
- distanza dai veicoli;
- presenza di ostacoli;
- indicazioni direzionali;
- allerte di sicurezza;
- velocità consigliata;
- informazioni sulla pedalata in gruppo.
In questo modo il ciclista può mantenere lo sguardo sulla strada senza dover consultare ciclocomputer o smartphone.
Le informazioni vengono trasmesse attraverso diversi canali contemporaneamente.
Il sistema utilizza:
- display integrato nel manubrio;
- indicatori luminosi direzionali;
- feedback aptici;
- notifiche sul casco.
Questo approccio riduce il rischio di distrazioni e rende più immediata la comprensione dei messaggi di sicurezza.
Uno degli aspetti più interessanti riguarda le uscite in gruppo.
Il sistema può analizzare il comportamento dei ciclisti circostanti e migliorare la gestione delle distanze, contribuendo a ridurre i rischi tipici delle pedalate in gruppo, dove frenate improvvise o cambi di traiettoria possono provocare cadute a catena.
In prospettiva Canyon immagina anche una forma di “intelligenza collettiva”, nella quale più biciclette possano condividere informazioni sui pericoli rilevati lungo il percorso.
Predict non si limita a fornire avvisi.
Tra le funzioni sperimentali è prevista anche la possibilità di intervenire su alcuni componenti della bici.
Ad esempio il sistema potrebbe abbassare automaticamente il reggisella telescopico quando rileva una situazione critica, abbassando il baricentro del ciclista e aumentando la stabilità prima di una possibile perdita di controllo.
Una soluzione che potrebbe offrire un prezioso margine di sicurezza nelle frenate di emergenza o nelle manovre improvvise.
Sebbene il progetto sia stato sviluppato guardando anche alle esigenze del ciclismo agonistico, le applicazioni potrebbero estendersi rapidamente all’utilizzo quotidiano.
Chi si sposta in città potrebbe beneficiare di:
- rilevamento dei veicoli negli angoli ciechi;
- avvisi agli incroci;
- monitoraggio del traffico;
- prevenzione delle collisioni;
- assistenza nelle piste ciclabili.
Si tratta di tecnologie che potrebbero rappresentare un importante passo avanti anche per la mobilità sostenibile.
Per il momento Canyon Predict rimane un prototipo tecnologico.
L’azienda non ha ancora comunicato una data di commercializzazione né eventuali prezzi.
Tuttavia molte delle tecnologie mostrate a Eurobike potrebbero essere introdotte progressivamente sui futuri modelli del marchio, seguendo un percorso analogo a quello già visto nel settore automobilistico con i sistemi di assistenza alla guida.
Le prospettive
Con Predict, Canyon dimostra come Intelligenza Artificiale, sensori avanzati ed elaborazione Edge possano aprire una nuova fase nell’evoluzione della bicicletta.
Se questa tecnologia dovesse raggiungere la produzione di serie, potrebbe cambiare profondamente il concetto stesso di sicurezza su due ruote, trasformando la bicicletta in un mezzo capace non solo di reagire agli imprevisti, ma addirittura di anticiparli.







