di
Virginia Nesi
Udine, la badante brasiliana e il ricorso in tribunale dopo la multa da 105 euro. L’udienza davanti al giudice di pace è in calendario per il 10 febbraio 2027
Maria José Bordalo Nunes non ha mai avuto problemi con la giustizia in vita sua. Né in Brasile, dove è nata nel 1971. Né in Italia, dove risiede (a Udine) da più di 30 anni e lavora come badante. Nessuna irregolarità, fino alle ore 13.05 del 4 giugno 2021. Allora Maria José è a casa di un’amica a Cividale del Friuli e scende in strada all’altezza di via Borgo di Ponte. Vuole prendere il sole in topless sul greto del fiume Natisone. A un certo punto, arrivano i vigili e le fanno una multa: in totale sono 105 euro per «comportamenti offensivi della pubblica decenza».
Il motivo: «avrebbe lasciato scoperte le parti intime indossando solo un perizoma di colore nero in luogo aperto ed esposto al pubblico, visibile dalla pubblica via in particolare dalla panoramica del Ponte del Diavolo». Maria José fa ricorso con l’avvocato Carlo Monai. L’udienza davanti al giudice di pace è in calendario per il 10 febbraio 2027. Racconta la donna al Corriere: «Quel giorno non c’era nessuno in strada: né bambini, né anziani, neanche un cane. Mi sono levata la parte superiore del costume e mi sono messa a prendere il sole. Nessun cartello lo vietava».
Poi che cosa è successo?
«Mi sono addormentata. Poi ho sentito gente che urlava dal ponte come se volesse svegliarmi. Poco dopo vedo i vigili con i piedi nell’acqua».
Che cosa le dicono?
«Vogliono che mi vesta e che vada con loro al Comando. Io chiedo come mai. Loro mi spiegano che in quel punto non si può fare il bagno, né stare in topless».
Come reagisce?
«Non me l’aspettavo proprio. Io sono abituata a stare senza il costume superiore sia in spiaggia sia in piscina. Non mi era mai capitata una cosa del genere. Quel 4 giugno i vigili mi riprendono: per loro io dovevo informarmi meglio. A quel punto dico che avrei chiesto informazioni al mio avvocato».
In Italia nessuna legge vieta il topless. Anche la Cassazione lo ha confermato.
«In Brasile, invece, il topless non è permesso, eppure la popolazione brasiliana è estremamente più avanti su pudore e tabù. In Italia noto molta ipocrisia».
Che cosa intende?
«La gente non lo dice, ma in tanti frequentano i club a luci rosse però ci si sorprende ancora del topless… Io protesto per una questione di principio: come mai ai Pride le persone possono sfilare senza indumenti e io non ho il diritto a prendere il sole senza il costume superiore?».
Che emozione prova?
«Non delusione, ma molto dispiacere».
Si è chiesta come mai è arrivata quella sanzione?
«Sicuro qualcuno è passato da lì e ha chiamato i vigili per fare la segnalazione. In questo Paese alcune persone non sono ancora pronte a vedere una donna che si sente libera di mostrare il proprio corpo. Per me stare in topless significa libertà e senso di benessere».
Sono cambiate le sue abitudini da quella multa?
«Un po’ sì. Adesso prendo il sole in topless ma con molta, molta paura. Resto estremamente nascosta».
Cioè?
«Intendo dire che cerco posti assolutamente isolati e mi sdraio solo dopo aver verificato che non ci sia nessuno».
Che cosa spera per la discussione del caso?
«Spero di avere ragione, ma non sono per niente ottimista. Finirà che dovrò pagare la multa. In Italia ci sono ancora molti bigotti».
30 giugno 2026
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