di
Gaia Piccardi
Debutto complicato per l’azzurro, che scivola battendo l’anca e ha poi un problema al piede: «Ho messo da parte i dubbi»
Cadere e rialzarsi. Delle stesse dinamiche che regolano il flusso della vita, è fatto il tennis sul verde. In un complicato primo turno di Wimbledon, a Jannik Sinner capita più volte. L’erba di Church Road, il loietto perenne tagliato ogni mattina a 8 millimetri dalle lame dei giardinieri, è ancora intonsa e, quindi, infida. Maja Chwalinska, la finalista a sorpresa del Roland Garros, inciampa sul match point ed è eliminata. Jannik gestisce con mestiere le trappole nascoste tra i fili. La prima volta scivola, la seconda cade rovinosamente, la terza — addirittura — si tuffa per intercettare la volée alta di un rivale, Miomir Kecmanovic, classe ‘99, serbo di Belgrado affidato bambino dai genitori alla zia Tanja perché lo portasse ad allenarsi in Florida, che per due ore gioca al suo livello. Tensione e ruggine evaporeranno per strada. Anche Sinner trema. La pressione del favorito, l’emozione del debutto, gli occhi di David Beckham e del mondo sul prato più nobile di Church Road scottano sulla pelle chiara da fenotipo 1 del campione che avvia la campagna sul verde. L’attesa era palpabile: trentadue giorni fa, il migliore si liquefaceva sulla terra di Parigi al cospetto di Cerundolo jr, scomponendosi in granelli piccoli come gli atomi della polvere di mattone. «Sto bene» ha rassicurato il suo popolo a Londra, ma poi le sensazioni vanno verificate.
La sorpresa non si fa attendere, infatti. Al nono game, dopo aver salvato due palle break sull’1-1 (ace e dritto vincente), l’azzurro si fa rimontare da 40-0 con la complicità di due errori di rovescio, poi infila due doppi falli consecutivi. L’equilibrio è rotto. Serbia-Italia 5-4. Il serbo chiude a zero, (6-4). Sul parziale, nonostante percentuali al servizio di tutto rispetto, pesano i 15 gratuiti del re in carica. Pagato pegno ai nervi, finalmente Jannik libera il braccio. Sale 3-0, allunga 4-2, poi c’è un’altra palla break per il serbo: Kecmanovic mette lungo un dritto, spalancando il punto del 5-2 all’italiano, che chiude 6-3 e decide di approfittare della pausa-bagno. Gli imprevisti, però, non sono finiti. Sul 2-2 del terzo, servizio Kecmanovic, 15-30, la prima sliding door di Wimbledon 2026: brutta caduta di Sinner, che perde l’equilibrio poco oltre la linea di fondocampo. Le gambe di Bambi si spalancano come sul ghiaccio: sbatte per terra il ginocchio sinistro, l’anca si apre con un movimento brutale. Il giocatore resta a terra, una smorfia di dolore sul volto. Si rialza, fa okay con il pollice. La palla break evapora ma l’importante è che la salute non sia compromessa. Toccandosi ogni tanto l’anca tumefatta, Sinner ritrova l’efficienza del suo tennis.
C’è un altro allarme, però. Sulla scarpa destra di Jannik, all’altezza del mignolo, si allarga una macchia di sangue. Vescica rotta? Ferita riaperta? «L’unghia è entrata e ha fatto un piccolo taglio ma non sentivo dolore — spiegherà —, niente di grave. Sono stupito che mi abbiano fatto giocare con il rosso sul piede…». È una battuta: violando, cioè, la legge del prevalently white. Kecmanovic, intanto, stoppati cinque tentativi di fuga dell’avversario, si aggrappa al tie break, specialità di Haus Sinner. Dal 3-0 si torna on serve grazie a un preciso passante di rovescio dell’uomo di Belgrado. Sul 5-5, la salvezza: il ventesimo ace (saranno 31 in totale: record) consegna a Sinner il set point. Kecmanovic annulla dopo varie cortesie a rete, con carpiato di Jannik per restare vivo nello scambio. I due, al cambio di campo, si danno il cinque. Dopo il bel passante di rovescio lungolinea, il set point è serbo. Schiacciato dal palleggio asfissiante, Sinner prova a liberarsi con un dritto che atterra lontano. 7-6 (8-6) Kecmanovic.
È dalla cenere, che rinasce sempre Jannik. 6-2, 6-3. Di una fatica durata 3h30’ rimangono le fragilità di un fisico di cui non sembra essere tornato a fidarsi ciecamente, la gran partita di Kecmanovic, la serenità esibita: «Mi sono tolto qualche dubbio».
30 giugno 2026 ( modifica il 30 giugno 2026 | 10:31)
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