Editoriale di Vogue Italia Luglio 2026
Moda e danza hanno in comune la passione per il movimento, proprio come Vogue e Madonna condividono da sempre quella per il dancefloor: uno spazio che, ben oltre il voguing, è simbolo di libertà d’espressione, leggerezza, identità e vicinanza. Una vicinanza autentica tra le persone che oggi sembra sempre più difficile da conquistare in un mondo che, soprattutto attraverso i social, spesso ci allontana più di quanto ci unisca. “When I feel alone I always want to bring you near because you bring a smile right here”. Sono le prime parole del pezzo Love Sensation. È su tutte le piste da ballo del mondo che proprio nei prossimi giorni ascolteremo il nuovo disco di Madonna: Confessions II.
Quando vivevo a New York mi capitava spesso di andare a bere un drink al Pyramid Club, uno dei locali simbolo della scena downtown newyorkese frequentata da Madonna agli inizi della sua carriera, un punto di incontro fondamentale per le culture queer, drag, punk e artistiche dell’East Village negli anni 80. Una volta dentro, ci si divertiva a immaginare come poteva essere in quell’epoca. Oggi che luoghi del genere sono molto più rari, è ancora più importante celebrarne i valori e l’energia creativa che ha contribuito a formare una certa estetica e un’idea di libertà. Paolo Armelli, che ha intervistato Madonna per noi, mi faceva notare quanto sia fondamentale avere icone così a cui fare riferimento in tempi difficili come questi, perché si sono sempre battute per i diritti «aprendo delle strade che spesso diamo per scontate». Prima di parlarle era nervosissimo perché temeva non si volesse concedere troppo. Invece si è scusata per aver posticipato di mezz’ora l’intervista e gli ha parlato con grande entusiasmo e disponibilità (ha persino raccontato come riesce a staccare la spina!).
Questa cover da collezione è dedicata alla comunità LGBTQIA+ che l’ha sempre supportata, ma è anche un tributo alla sua storia con Vogue e, in particolare, con Vogue Italia, che l’ha ritratta e raccontata attraverso tutte le fasi della sua vita e della storia stessa del giornale: da Steven Klein a Steven Meisel, da Mert & Marcus fino a Rafael Pavarotti e IB Kamara. Non stupisce, quindi, la sintonia nata tra loro. Una connessione istintiva, certamente, alimentata da una passione comune per l’energia, la musica e la creazione. Sia IB Kamara sia Rafael Pavarotti amano costruire immagini, ma adorano anche ballare. E questo è un numero che, con ogni probabilità, ci farà ballare. Quando ho chiesto a entrambi cosa avesse significato lavorare con Madonna, le loro risposte hanno raccontato molto più di una semplice collaborazione – un vero viaggio creativo che meritava di atterrare anche su questa copertina con uno scatto inedito.