di
Luca Bertelli e Manuel Colosio
Le parole della sindaca al termine dell’incontro, durato oltre tre ore in un clima positivo: «Ci è stata data la possibilità di acquisire un titolo e lavoriamo perché si concretizzi. I due sponsor in prima linea, i tempi sono stretti»
Giornata di passione a Palazzo Loggia per tentare di salvare la pallacanestro a Brescia, ma c’è una linea tracciata da seguire nel futuro immediato, con la data limite del 7 luglio (martedì prossimo) per salvare almeno la prossima stagione. Ieri oltre tre ore di colloqui ed incontri nella sede del Comune dove prima si è presentato l’ex cda (senza Mauro Ferrari) e poi gli sponsor – i presenti erano circa una ventina, c’erano tutti i «big» – intenzionati ad impegnarsi per dare un futuro cestistico alla città. Verso le 21 il compito di relazionare è stato assolto dalla Sindaca Laura Castelletti, che ha ammesso come siano giornate «lunghe e complesse» ma anche come tra tutti gli attori che si sono seduti attorno «si è costruito uno spirito collaborativo e di condivisione per costituire una nuova società per garantire un futuro al basket bresciano».
Castelletti prende tempo e non si sbilancia spiegando come ci siano «ancora diversi aspetti importanti che devono essere definiti. Domani (oggi, ndr) incontrerò i tifosi e conto anche di confrontarmi con loro per delineare il quadro complessivo della situazione. Brescia merita un progetto solido, credibile ed all’altezza». In quel progetto ci sarà spazio anche per Mauro Ferrari e il suo “dono” di un titolo sportivo oppure no? «Il tema oggi non è stato tanto Ferrari si o Ferrari no – spiega la prima cittadina – ci è stata data la possibilità di acquisire un titolo e lavoriamo perché si concretizzi. Il mio compito di facilitare le posizioni in una condizione in continua evoluzione». Castelletti ha ricordato come «A2A è in prima linea, così come Centrale del Latte, in qualità di sponsor ed i tempi sono stretti». Il gruppo seduto al tavolo oggi ha definito come si possa concretizzare la possibilità di avere un titolo sportivo. Come sarà fatto, lo aggiungeranno loro».
Nessuna anticipazione, ma il fronte è unito («Ottime impressioni, avanti tutta per la città», ha confermato uno degli ammessi al tavolo) verso una prima soluzione netta: quella di non usufruire dell’assist di Ferrari. Il rapporto fiduciario tra lui e la maggior parte (non tutti) del gruppo di lavoro si è compromesso. Se ripartenza dev’essere, va fatta con nuove forze in campo. In realtà, tutto lascia pensare che si vada verso un ritorno al passato con Graziella Bragaglio e Matteo Bonetti, ieri assente per lavoro ma il reale «tecnico» per conoscenze e passione cestistica, nei panni di «team leader». Le tempistiche strette, e anche i costi non irrisori dell’operazione (serve un milione di euro), lasciano pensare che il mirino venga indirizzato sulla B nazionale, attraverso l’acquisto del titolo di Jesi o il via libera federale – toccherebbe alla Fip: Brescia ha tutti i crismi per essere considerata meritevole – per una «wild card» (un posto aggiuntivo) entro il 7 luglio. Poi arriverà il momento di pensare alla squadra e alla guida tecnica: non potrà essere Matteo Cotelli, che ieri ha visto Mauro Ferrari a San Zeno. Ora il suo contratto biennale, con opzione per il terzo, passa a Roma: toccherà a Matiasic decidere per il suo futuro, ma un allenatore semifinalista in Serie A1 non può ripartire da una B. Pur con il cuore infranto, come e più di tutti
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29 giugno 2026 ( modifica il 30 giugno 2026 | 12:29)
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