di
Alessandra Testa
L’impresa specializzata in arredamento di lusso con una trentina di dipendenti è stata acquisita all’asta dalla Giglio 1973: «Un investimento di lungo periodo in una vera eccellenza del made in Italy»
La Paolo Castelli, impresa specializzata in arredamento di lusso con una trentina di dipendenti e nata dalla storica esperienza del gruppo bolognese Castelli, è stata acquisita all’asta dalla Giglio 1973, realtà anch’essa bolognese specializzata nel design e che, dalla messa in liquidazione giudiziaria lo scorso novembre, ne aveva gestito il marchio perché titolare dell’affitto di quel ramo d’azienda.
I prodotti di alta qualità realizzati fin dal lontano 1887 dalla famiglia Castelli sono apprezzati in tutto il mondo tanto che un esemplare dell’iconica sedia Plia, concepita dal designer Giancarlo Piretti, è esposta nella collezione permanente del Moma di New York, il più importante museo d’arte moderna e contemporanea del mondo.
L’operazione
Controllata dalla holding marocchina Miroiterie du Grand Maghreb di Casablanca, la Giglio 1973 ha lavorato in questi mesi per il rilancio del brand, garantendone la continuità operativa, produttiva, commerciale e occupazionale. La Paolo Castelli, nata nel 2010 dalla fusione delle due società del gruppo Modular e Domodinamica prendendo il nome dell’amministratore delegato Paolo Castelli, aveva iniziato a vivere le prime difficoltà dopo la pandemia.
«Investimento di lungo periodo»
Criticità con alcune grosse commesse avevano poi acuito la crisi: nel 2023 l’azienda segnava ricavi per 31 milioni di euro ma debiti per 26. A comunicare l’acquisizione è stata ieri con una nota la stessa Giglio 1973.
Sotto la guida dell’amministratore delegato di Giglio 1973, Tarik El Ouariti, la Paolo Castelli entrerà «in un ecosistema produttivo integrato che riunisce competenze specializzate nella lavorazione del vetro, dei metalli, nell’illuminazione e nelle tecnologie applicate al design», consentendo «un maggiore controllo della filiera e dei tempi di consegna del prodotto, maggiore efficienza e una più elevata capacità di personalizzazione».
«L’acquisizione della Paolo Castelli — spiega El Ouariti — rappresenta un investimento industriale di lungo periodo in un marchio che incarna l’eccellenza manifatturiera italiana».
Negli ultimi mesi, aggiunge, «abbiamo lavorato per garantirne la continuità e preservarne il valore. Oggi possiamo avviare una nuova fase di crescita, sostenuta da una filiera integrata che rafforzerà ulteriormente la competitività del brand sui mercati internazionali».
La nuova proprietà, che originariamente Paolo Castelli aveva concepito come braccio operativo di supporto, punta a consolidare il posizionamento della storica impresa nel segmento alto del design e del contract, «ampliando la capacità di sviluppare progetti articolati e soluzioni complete per architetti, developer, investitori e general contractor» e allo stesso tempo preservando «il patrimonio di competenze, qualità progettuale e cultura del made in Italy che da sempre contraddistinguono il marchio».
La storia del gruppo Castelli era iniziata a Bologna nel 1887 con l’ebanisteria d’arte fondata da Ettore Castelli che si distingue subito per la qualità delle lavorazioni in legno. Nel 1939 diventa Anonima Castelli, oggi uno dei due rami del gruppo insieme alla Paolo Castelli, e il cui marchio è stato ceduto nel 1994 al colosso Haworth e poi dal 2015 alla famiglia Pavan. Del gruppo fece parte anche la Metalcastelli, dedicata alla produzione in metallo e poi incorporata nella casa madre.
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30 giugno 2026 ( modifica il 30 giugno 2026 | 08:27)
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