Ancelotti sull’orlo del burrone ha ribaltato Brasile-Giappone

(Paolo Condò) Fra le grandi questioni filosofiche del calcio il peso reale di un allenatore è fra le più dibattute, perché c’è chi si atteggia a demiurgo (lo riconosci quando dice «il mio calcio») e chi si nasconde dietro i giocatori («vinci se sono buoni, io non devo far danni»). Senza entrare a piedi uniti nella contesa, la certezza è che in un torneo l’influenza del tecnico, che nelle nazionali è pure commissario, cresca parecchio. 

Carlo Ancelotti ha vinto i famosi 5 campionati, ma il suo posto nella storia è garantito innanzitutto dalle coppe, e dalle tante soluzioni trovate in tempo reale, ovvero quando la casa sta andando a fuoco, per trasferire l’incendio nell’accampamento rivale. Nell’intervallo della gara di ieri Ancelotti si è guadagnato il primo bonus che il Brasile, in assenza di campionissimi, gli paga per essere l’uomo copertina della Seleçao. Nel primo tempo il Brasile era così fermo sulle gambe da non tirare mai da meno di 18 metri, mentre il catenaccio del Giappone aveva prodotto un contropiede ruggente e vincente. QUI l’articolo completo