di
Flavio Vanetti

Si chiude l’esperienza della stella Nba in gialloviola: la prima ipotesi per l’anno prossimo è un clamoroso trasferimenti negli ex rivali, in corsa anche un ritorno a Cleveland

A 41 anni di età non è tempo di ritirarsi, piuttosto è il momento di cambiare squadra. Detto e fatto. LeBron James, all’inizio della free agency, ovvero del mercato dei giocatori Nba che non hanno vincoli contrattuali, ha comunicato ai Los Angeles Lakers che non proseguirà con loro. L’accordo è scaduto, sarebbe stato necessario rinnovarlo, ma la Los Angeles gialloviola da un anno mezzo abbondante aveva avviato il post-LeBron, impersonificato dalla figura dello sloveno Luka Doncic, neo-coproprietario di una delle due nuove squadre di Roma. Non solo, nella fase di ripartenza i Lakers si sono impegnati a fondo per rinnovare con Austin Reaves e proprio in queste ore devono affrontare la «grana» di Marcus Smart, a sua volta intenzionato a sganciarsi per finire agli Houston Rockets,

Quindi il Prescelto – pur con il massimo rispetto per lui, non disgiunto dalla riconoscenza per quanto ha fatto in questi anni – non era in cima alle priorità della franchigia. E soprattutto non era giocatore sul quale i Lakers erano ancora disposti a spendere paccate di soldi. Di contro il Re non avrebbe mai accettato offerte eccessivamente al ribasso. Diciamo che LeBron, facendosi carico di essere lui a notificare l’intenzione di mollare – questo è quanto ha riferito Espn, una sorta di Cassazione in tema di notizie sulla Nba e sul mercato perché ha gli «insider» giusti – ha fatto chiarezza e ha tagliato la testa al toro. Almeno non ci saranno attese e i tira e molla tra «lascia?» e «non lascia?».



















































Già, ma dal momento che non è ancora un ritiro dall’attività, dove il campionissimo proseguirà la carriera, per la stagione numero 24 (inciso: chissà se brinderà pure a questa con il brandy che lo sponsorizza, usato l’anno scorso per una «marchetta» non precisamente esemplare quando ha spiegato che sarebbe andato avanti a Los Angeles)? Sembra che la destinazione siano i Golden State Warriors – nell’annata si era ventilata questa ipotesi – desiderosi di affiancare King James a Stephen Curry. I due, infatti, si stimano e assieme hanno vinto con gli Usa l’oro olimpico a Parigi. Ma non è da escludere un ritorno nella Cleveland dalla quale tutto era partito, nel 2003. James aveva lasciato i Cavs per Miami nel 2010, ma nel 2014 era tornato ed era rimasto fino al 2018, contribuendo in modo decisivo al titolo del 2016. Questo potrebbe essere il secondo ritorno all’ovile, tuttavia la soluzione dei «Guerrieri dello Stato d’Oro» è quella che è maggiormente accreditata. Non resta che attendere gli annunci ufficiali.

Dal 2018 LeBron aveva voluto i Lakers e nelle otto stagioni a Los Angeles ha vinto un titolo (2020) e una Nba Cup (2023). E’ stato la superstar scelta dopo il ritiro di Kobe Bryant (2016) e ha fatto incetta di titoli individuali. Soprattutto ha tolto a Kareem Abul-Jabber, storico leader della squadra degli anni ’80 e dello showtime, il record ogni epoca per punti in carriera. Con la mitica maglia gialloviola ha anche giocato insieme a suo figlio Bronny (gratificato di un contratto da 2.3 milioni di dollari parzialmente garantito), diventando la prima coppia padre-figlio a giocare insieme in una partita Nba. LBJ a Los Angeles aveva costruito pure tanti business extra basket e questa era una delle ragioni che portavano a dire che non l’avrebbe mai lasciata. Ma ogni storia evidentemente ha una fine. E comunque San Francisco non è poi così lontana…

30 giugno 2026 ( modifica il 30 giugno 2026 | 19:16)