di
Antonio Carioti

La storia invita a riflettere come basta poco per cambiare l’andamento degli eventi. La malattia che colpì il protagonista Michael J. Fox

«Prima o Dopo»  è uno dei giochi del Corriere della Sera. Ogni giorno viene proposta una sfida di cultura generale: una sequenza di dieci eventi da collocare correttamente lungo una linea del tempo, in ordine cronologico. «Prima o Dopo» consiste nel capire se un determinato evento è accaduto prima o dopo rispetto agli altri della lista, fino a ricostruire l’ordine corretto dell’intera sequenza. Ogni mercoledì, sul sito del Corriere, viene svelata la data di uno degli eventi del gioco, fornendo un indizio utile per completare la griglia e avvicinarsi alla soluzione finale. Un modo per mettere alla prova la propria memoria storica, la logica temporale e la conoscenza degli eventi che hanno segnato la storia.

3 luglio 1985

Stati Uniti d’America, anno di grazia 1955. Un giovane racconta a uno scienziato eccentrico di aver viaggiato per trent’anni all’indietro nel tempo con una macchina prodigiosa. L’altro, del tutto incredulo, gli chiede: «E allora dimmi, ragazzo del futuro, chi è il presidente nel 1985?». Ovvia la risposta: «Ronald Reagan». E prevedibile la reazione. «Ronald Reagan? L’attore? E il vicepresidente chi è, Jerry Lewis? Suppongo che Marilyn Monroe sia la first lady, John Wayne il ministro della Guerra!». Con questa divertente scenetta (un po’ diversa nella versione americana, in cui al posto di Lewis, Monroe e Wayne si citavano attori meno famosi nel mondo) il regista Robert Zemeckis ci mostrava quanto la storia sia imprevedibile nel suo film Ritorno al futuro, uscito nelle sale 41 anni fa, il 3 luglio 1985. La battuta, destinata a rimanere nella memoria del pubblico cinematografico, si può infatti applicare a molte vicende. Quanti eventi che oggi abbiamo di fronte ci sarebbero apparsi assurdi trenta o quaranta anni fa? Per esempio una donna proveniente dal Msi a Palazzo Chigi…



















































Reagan da attore poco noto a presidente

In effetti nel 1955 Reagan era un attore di 44 anni, abbastanza noto ma non certo una star, che fino al 1952 era stato presidente del sindacato di categoria, carica che avrebbe ricoperto anche in seguito. S’interessava già di politica, era per esempio un convinto anticomunista, ma risultava iscritto alle liste elettorali come democratico, anche se era ben distante dalle correnti di sinistra. Solo all’inizio degli anni Sessanta avrebbe aderito al Partito repubblicano, imboccando la via che lo avrebbe condotto alla Casa Bianca come alfiere del conservatorismo. Interpretato dagli attori Michael J. Fox (ovvero Marty McFly, lo studente viaggiatore nel tempo) e Christopher Lloyd (il bizzarro scienziato Emmet Brown, detto familiarmente Doc), Ritorno al futuro è una commedia assai gradevole, che mischia umorismo e fantascienza nelle dosi giuste. Tutto l’opposto, per esempio, del precedente Terminator di James Cameron (1984), pellicola cupa dove avviene ugualmente un viaggio nel tempo, ma in circostanze tragiche da fine dell’umanità.

L’andamento degli eventi

Il film di Zemeckis fa spesso sorridere, come quando Marty si esibisce in un assolo rock e, di fronte alla perplessità dei giovani di allora, li informa che quel tipo di musica piacerà ai loro figli. Ma al tempo stesso Ritorno al futuro porta a riflettere su come a volte basti poco per modificare l’andamento degli eventi. Marty infatti negli anni Cinquanta si trova a dover fronteggiare il paradosso per cui la sua futura madre si innamora di lui e non ne vuole sapere del suo futuro padre. Insomma il viaggio nel 1955 rischia di compromettere la stessa venuta al mondo del protagonista molti anni dopo.

La malattia di Michael J. Fox

Dato il suo notevole successo commerciale (389 milioni di dollari l’incasso complessivo), accompagnato peraltro da un’accoglienza lusinghiera della critica, Ritorno al futuro ebbe un paio di sequel, sempre diretti da Zemeckis, che però, come accade del resto di solito, non furono all’altezza del primo capitolo. Da ricordare anche il destino maligno del protagonista. Poco tempo dopo Michael J. Fox fu colpito da una forma grave di Parkinson giovanile, che nel giro di alcuni anni lo costrinse al ritiro dalle scene. Anche in questo caso il destino si è dimostrato imprevedibile, purtroppo in negativo, nonostante che l’attore abbia reagito con coraggio e sia diventato un importante sponsor della ricerca sulle cellule staminali da impiegare contro le malattie degenerative.

Le altre sfide del Corriere

«Prima o Dopo» è la sfida che mette alla prova la tua memoria storica con una sequenza di dieci eventi da collocare correttamente lungo una linea del tempo. Un modo veloce e divertente per allenare la mente, come le altre proposte di Corriere Giochi: In altre parole di Massimo Gramellini, il Quiz del Corriere di Paolo Virtuani, l’Apegramma, il Cruciverba, il Sudoku e il Crucipuzzle.

1 luglio 2026