di
Vittoria Melchioni

Se domani non torno, il lungometraggio di Paola Randi, uscirà il prossimo 5 novembre. Alla base l’idea di trasformare una tragedia personale in uno strumento di riflessione collettiva

La platea di Ciné – Giornate di Cinema, in corso al PalaRiccione, si è raccolta in un lungo e commosso silenzio davanti alle parole di Gino Cecchettin dopo averlo accolto con una standing ovation. Il padre di Giulia, la studentessa di 22 anni uccisa nel novembre 2023 dall’ex fidanzato Filippo Turetta, ha presentato le prime immagini di Se domani non torno, il film diretto da Paola Randi che arriverà nelle sale italiane il prossimo 5 novembre, distribuito da Notorious Pictures. Un progetto nato dalla volontà di trasformare una tragedia personale in uno strumento di riflessione collettiva. «Se la storia di Giulia fosse rimasta chiusa dentro le mura della nostra famiglia sarebbe stata soltanto un lutto privato, come tanti, mentre viene raccontata per diventare qualcosa che protegga altre vite – ha spiegato Cecchettin, visibilmente emozionato – è per questo che ho accettato che una parte della nostra storia diventasse un film. Non per esibire il dolore, ma per trasformarlo in uno strumento di consapevolezza perché nessun’altra famiglia, nessun’altra ragazza, debba conoscere la stessa sorte di Giulia».

Parole accolte da un applauso che ha attraversato tutta la sala, dove erano presenti gli esercenti cinematografici arrivati a Riccione per la quindicesima edizione della manifestazione dedicata all’industria del cinema. Cecchettin non ha nascosto le difficoltà affrontate nell’accettare un progetto tanto delicato. «È difficile raccontare in pubblico ciò che vorresti piangere nel silenzio del privato. È difficile esporsi a giudizi e critiche di chi non ha vissuto nemmeno un giorno di quello che abbiamo vissuto noi» ha confidato. Il titolo della pellicola, Se domani non torno, richiama la celebre poesia diventata simbolo della lotta contro la violenza sulle donne. «Non è soltanto il titolo di una poesia, è una paura che troppe ragazze hanno imparato a tenere dentro di sé» ha ricordato il padre di Giulia, spiegando come l’auspicio sia che un giorno quella frase possa perdere definitivamente il suo significato. «Se anche una sola persona, vedendo il film, guarderà con occhi diversi una relazione, riconoscerà un segnale o troverà il coraggio di chiedere aiuto, allora questo film avrà ragione».



















































A dirigere il lungometraggio è Paola Randi, che ha raccontato il forte coinvolgimento emotivo vissuto durante la lavorazione: «È stato un percorso di grande commozione. All’inizio, quando me lo avevano proposto, ero un po’ impaurita, perché è una storia importante che ti dà tantissima responsabilità. Bisognava trovare una chiave di racconto». La svolta, ha spiegato la regista, è arrivata leggendo Cara Giulia, il libro scritto da Gino Cecchettin insieme a Marco Franzoso: «Lì dentro ho capito che c’era una chiave». Il film sceglie infatti di raccontare il femminicidio di Giulia attraverso lo sguardo della sua famiglia, concentrandosi sul percorso umano e civile intrapreso dopo la tragedia. Nel cast figurano Filippo Timi nel ruolo di Gino Cecchettin, Sabrina Martina nei panni di Giulia, Tecla Bossi in quelli della sorella Elena e Tommaso Allione nel ruolo del fratello Davide. I presenti in sala hanno potuto vedere un lungo trailer del film che ha lasciato tutti con un nodo in gola e ha fatto sorgere spontaneo un caloroso applauso.


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1 luglio 2026 ( modifica il 1 luglio 2026 | 16:42)