di
Simona Marchetti
La malattia gli è stata diagnosticata nel 2023 e in un’intervista al “People”, la star di “Arma Letale” ha raccontato come riesca ad affrontare la vita giorno dopo giorno, anche grazie al sostegno della famiglia
Nel 2022 era stata la figlia Mandisa ad accorgersi di un cambiamento nel comportamento del padre e che ogni volta ai suoi ricordi, un tempo nitidi e precisi, cominciavano a mancare dei dettagli. E l’anno successivo era arrivata la diagnosi tanto temuta: Alzheimer. Una diagnosi che Danny Glover non ha ancora accettato del tutto. «Ci sono momenti che continuo a ricordare e che confermano il fatto che riesco a ricordare le cose. E ci sono momenti che non dimenticherò mai», ha confessato l’attore – 80 anni il prossimo 22 luglio – in un’intervista al “People”. «A volte è consapevole di ciò che sta succedendo, altre volte no», ha confermato Mandisa, nata dal matrimonio di Glover con la prima moglie Asake Bomani, spiegando che ora il padre è però pronto a condividere cosa significhi affrontare la malattia.
«Accettare la diagnosi in un certo senso significa riconoscere che sta succedendo a te e allo stesso tempo che ci sono milioni di persone che ne soffrono – ha detto non a caso la star di “Arma Letale” – . Non sento che sia la fine della mia vita. C’è ancora del lavoro da fare». Accanto alla carriera cinematografica – oltre alla saga con Mel Gibson, fra i suoi film di maggior successo figurano “Places in the Heart” del 1984, “Il colore viola” del 1985, “Angels in the Outfield” del 1994 e “Beloved” del 1998 – Glover ha sempre affiancato un intenso impegno civile e politico, che nel 2022 gli è valso il premio Jean Hersholt agli Oscar.
E durante l’intervista è proprio la sua vita da attivista a far riaffiorare alcuni dei ricordi più vividi ed emozionanti. «Ricordo quando Nelson Mandela uscì di prigione e stavamo camminando – ha raccontato l’attore, citando il defunto presidente sudafricano anti-apartheid, che sostenne e interpretò in un film tv del 1987 – . La moglie di Mandela, Winnie, si avvicinò e Mandela disse: “Winnie, ecco il tuo altro marito”. Fu divertente». Insieme alla figlia, nella sua rete di supporto c’è anche il fratello Marty, che in passato ha avuto più di un guaio con la giustizia ma che deve la sua salvezza proprio all’attore. «È la persona migliore che abbia mai conosciuto – ha ammesso il produttore – . Sono stato in prigione, in istituti, ho fatto uso di droghe e ho iniziato a cacciarmi nei guai, lui è arrivato, mi ha portato a Hollywood e da allora siamo inseparabili».
Tornando alla malattia, Glover ha confidato che la sua mente è più lucida al mattino. «Quando mi sveglio, cerco di pensare a qualcosa. Leggo qualcosa, guardo qualcosa. “Democracy Now!” è un programma che adoro». E sebbene Mandisa abbia riconosciuto come la demenza sia sicuramente deprimente per il padre «perché è un cambiamento radicale che sconvolge l’identità di chi pensi di essere o di non essere più», aggiungendo che l’obiettivo della sua famiglia «è semplicemente quello di vivere giorno per giorno», per Glover il futuro è invece ancora tutto da scrivere. «Ho ancora mia figlia, ho degli amici. Voglio dire che la vita va avanti», ha concluso l’attore.
1 luglio 2026 ( modifica il 1 luglio 2026 | 19:05)
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