di
Federica Maccotta
La governante è stata attaccata dall’animale dell’idolo dell’R&B nella sua villa a Los Angeles, riportando gravi ferite e un disturbo post-traumatico
Chris Brown è stato condannato a pagare 12,9 milioni di dollari alla sua ex domestica, morsa nel 2020 dal cane del cantante mentre stava lavorando nella sua villa di Los Angeles. Maria Avila è rimasta gravemente ferita dopo essere stata attaccata dal mastino da guardia del re dell’r&b durante il servizio nella villa della star nel quartiere di Tarzana a Los Angeles.
Brown, 37 anni, ha cercato di difendersi sostenendo di aver avvertito la donna dei rischi legati al cane da guardia, che era stato addestrato per difendere il giardino della proprietà. Ma anche ha dovuto ammettere di essere stato negligente, dato che l’animale da 90 chili restava libero durante le ore di servizio della governante e perché, quel 12 dicembre 2020, non ha aspettato l’arrivo dei soccorsi «per evitare l’attenzione dei media».
Maria Avila ha raccontato di fronte al giudice che ha seguito il caso che l’attacco del grosso cane le ha causato gravi ferite al braccio e al viso, grandi cicatrici e un disturbo da stress post-traumatico, oltre alla fobia per tutti i cani. «Non sarò mai più la stessa», ha detto la donna, ripercorrendo la difficile convalescenza (avvenuta in piena pandemia) e gli strascichi dell’aggressione che ancora sconta.
Chris Brown e la sua società, Black Pyramid LLC, dovranno pagare 12,9 milioni di dollari di risarcimento alla governante, ma anche 885mila dollari per danni morali a sua sorella, Patricia Avila, che stava lavorando con Maria al momento dell’attacco, e 50mila dollari al marito di Maria, Oscar Olivo. Secondo l’uomo le le lesioni subite dalla moglie hanno compromesso il loro matrimonio, privandolo dell’intimità che avevano prima
La star dell’R&B, che ha raggiunto il successo a soli 16 anni con il singolo Run it!, non è nuovo ai problemi con la giustizia: nel 2009 è stato arrestato per aver aggredito la fidanzata dei tempi, la cantante Rihanna. Dopo essersi dichiarato colpevole, è stato condannato ai lavori socialmente utili e a cinque anni di libertà vigilata, che ha violato nel 2014 finendo in carcere per quattro mesi. In seguito ha collezionato altre denunce per aggressioni e patteggiamenti.
1 luglio 2026 ( modifica il 1 luglio 2026 | 21:23)
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