È un’attitudine olistica quella con cui l’architetta Anna Philipp si approccia a ogni progetto. Tutto sta nel “vedere”, ossia nella percezione profonda del luogo, delle persone, della luce e della natura – di tutto ciò che insomma orienta e nutre il gesto creativo. Uno slancio umano, prima che tecnico, in cui il design è strumento e non fine. Lo esemplifica alla perfezione questa villa di lusso ribattezzata Ayoughi House e collocata non distante da Francoforte, tra le colline verdi del Taunus. La stessa proprietaria è un’architetta, il che ha indirizzato il lavoro, fin da subito, verso codici precisi e rigorosi: quando si parla la stessa lingua ci si intende al volo, ma si alza anche l’asticella delle aspettative. La richiesta in questo caso era di uno spazio sereno e avvolgente, adatto ad accogliere tre generazioni e in sintonia con la natura, ed è ciò che Philipp ha plasmato, perseguendo un’idea di eleganza misurata ed essenziale.
Cornelia Kindsvater
Cornelia Kindsvater
Inserita in un giardino simile a un parco con alberi maturi e una piscina che ne cattura i profili, la casa non impone la sua presenza in modo eclatante, ma lascia che siano le transizioni, le proporzioni e le atmosfere calibrate a condensarne lo spirito. Fulcro del progetto è l’atrio centrale – un cortile interno che strizza l’occhio alla tradizione mediterranea, funzionando simultaneamente come fonte di luce, ancora spaziale e cuore verde della casa.
Cornelia Kindsvater
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Già da questo si coglie la vocazione al dialogo tra interno ed esterno che traina il lavoro, ma accanto alla leggerezza ariosa c’è posto anche per un tocco più monumentale. Lo si vede nel foyer, che si schiude verticalmente in un volume a doppia altezza, dominato da una scala scultorea posta accanto a un cubo di legno. Questo corpo geometrico, in bilico tra architettura e oggetto (sulla scia della lezione di Carlo Scarpa) non rinuncia a un’accezione pratica e contenitiva, ma offre anche un contrappunto tattile e artigianale alle superfici in pietra e intonaco che gli si snodano attorno.
Cornelia Kindsvater
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Il resto della casa è una sequenza di ambienti fluidi e assi visivi chiari. Gli spazi pubblici e quelli privati, gli angoli più intimi e le aree condivise non si scindono in maniera netta, ma attraverso un equilibrio sottile e dinamico che privilegia la connessione e la complementarità. Ad evocare un mood rilassato e pacifico ci pensano infine gli arredi, sobri ma non privi di carattere, e una palette cromatica pulita e scarna. I colori e lo spettacolo vengono dall’esterno, assorbiti dalle gigantesche vetrate senza telaio che bordano ogni ambiente, e dunque non c’è bisogno di altro ornamento, perché quella è la vera meraviglia a cui attingere a piene mani. Prende forma così una dimora senza tempo, eppure squisitamente contemporanea, “precisa nel dettaglio e generosa nella percezione spaziale”, per dirla con le parole della sua artefice: un tempio minimale dove la bellezza non scaturisce dall’effetto, ma “dall’accuratezza del vedere”.
Cornelia Kindsvater
Cornelia Kindsvater
Elisa Zagaria è un’autrice che ha trasformato in un lavoro la sua più grande passione: cercare e inventare storie. Quelle che racconta per Elle Decor, in qualità di collaboratrice freelance, hanno per protagonisti case da sogno, personalità, eventi e luoghi simbolo del nostro tempo. E poi ci sono altre storie, in forma di romanzi e soprattutto sceneggiature, che scrive per la televisione, in attesa di diventare sufficientemente ricca da potersi comprare una di quelle case da sogno.







