Ascoli, 1 luglio 2026 — Il ritorno di Giovanni Allevi non è solo un annuncio di tour: è una dichiarazione di vita. Il compositore marchigiano ha scelto parole misurate, quasi sussurrate, per raccontare la nuova partenza: “Riprendo timidamente il tour dei concerti all’estero — ha detto nelle ultime ore — So già che sarà molto faticoso per via della condizione sofferente del mio corpo. Eppure sento di avvicinarmi al pianoforte con un sentimento completamente nuovo: amore allo stato puro. Non mi interessa il successo, né il riscontro esterno. Tutto ciò che desidero è celebrare la bellezza ed il miracolo della vita”.

Approfondisci:

Il ricordo inedito di Raffaella Carrà, parla la cugina Livia: “Amava i bambini, portò mio figlio in un immenso negozio di giocattoli. Gli disse: scegli quello che vuoi”Il ricordo inedito di Raffaella Carrà, parla la cugina Livia: “Amava i bambini, portò mio figlio in un immenso negozio di giocattoli. Gli disse: scegli quello che vuoi”

La nuova esibizione al Festival di Villa Arconati

Intanto per il 57enne compositore ascolano è già tempo del primo appuntamento: venerdì 3 luglio è infatti atteso alla 38esima edizione del Festival di Villa Arconati, a Castellazzo di Bollate (Milano). Il 9 aprile scorso aveva festeggiato l’ultimo compleanno cullato dalle dolci frasi delle sue fan: “La vita è scandita dai compleanni, ma anche da momenti ordinari e straordinari. Ogni incontro con te è stato per me un momento di gioia profonda e indimenticabile, come ogni ascolto della tua musica e delle tue parole. Ti auguro ancora tanti momenti da vivere in pienezza”, gli aveva scritto Piera. “Ti giunga l’augurio di poter vivere sempre un presente così vasto da contenere in sé tutta la meraviglia e lo stupore del mondo, con la certezza che tutto il meglio sta già accadendo”, è il messaggio di Lucia.

Giovanni Allevi, 57 anni, ritornerà in tour dopo le cure

Giovanni Allevi, 57 anni, ritornerà in tour dopo le cure

Una storia personale segnata dalla malattia

Il suo è un rientro che non cancella la fatica, ma la attraversa. E che affonda le radici in una storia personale segnata dal mieloma multiplo, scoperto a giugno 2022 e una forma rara di tumore che colpisce il midollo osseo: la “fabbrica” delle cellule del sangue. Una diagnosi che ha cambiato tutto: ritmi, abitudini, prospettiva. Il dolore osseo, la stanchezza profonda e le complicazioni legate alla malattia hanno imposto pause lunghe, cure continuative e un rapporto completamente nuovo con il tempo e con il corpo.

Giovanni Allevi torna ad affacciarsi ai tour esteri dopo la malattia (foto di repertorio)

Giovanni Allevi torna ad affacciarsi ai tour esteri dopo la malattia (foto di repertorio)

Allevi, negli ultimi anni, non ha mai nascosto la durezza del percorso. Ci sono stati ricoveri, terapie, giornate in cui anche solo pensare al pianoforte sembrava lontano. Eppure proprio in quel silenzio forzato la musica ha continuato a esistere. Non sul palco, ma nella scrittura. È in quel periodo che prende forma il “Concerto per violoncello e orchestra MM22”, nato durante la degenza ospedaliera, in un contesto sospeso in cui la composizione diventa quasi un modo per restare agganciati alla vita.

Il ritorno di Giovanni Allevi: “Non mi interessa il successo ma celebrare il miracolo della vita. Suonare è una preghiera”
Le sue parole a Verissimo: “La speranza significa credere che comunque ci sarà un lieto fine”

Il ritorno pubblico era già iniziato in modo timido nel 2024, quando il pianista aveva riallacciato il filo con il pubblico attraverso alcune date del tour europeo. Un rientro graduale, costruito passo dopo passo, senza forzature. Nel gennaio di quell’anno aveva raccontato il suo nuovo modo di vivere la musica con una frase diventata una sorta di manifesto personale: “Suonare il pianoforte è diventato per me una forma di preghiera. Attraverso la purezza del suo suono posso portare a termine la mia nuova missione: celebrare la gioia di vivere, dare dignità al dolore”.

Da allora il rapporto con il palco è rimasto fatto di equilibri delicati, alternando momenti di attività e pause necessarie. Poco prima del suo compleanno, a inizio aprile, aveva parlato di nuovo della malattia a Verissimo: “La speranza significa credere che comunque ci sarà un lieto fine — aveva detto — So benissimo che quel mostro da un momento all’altro potrebbe svegliarsi e mangiarmi in un solo boccone. Ma finché dorme io vivo pericolosamente”.

Il compositore continua intanto con le cure: “Devo continuare con le cure per tutta la vita, nella speranza che non si svegli di nuovo”. Il nuovo tour europeo arriva come una prosecuzione naturale di questo cammino. Non un ritorno trionfale, ma una presenza diversa, più essenziale. Un pianoforte, un artista e un corpo che continua a chiedere rispetto. E in mezzo, la musica come unico punto fermo.