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Stefano Montefiori
Interrogato il figlio del magnate ucraino ferito. Il procuratore Stéphane Thibault: «Le indagini continuano con l’appoggio delle autorità francesi»
DAL NOSTRO INVIATO
MONTECARLO – Una persona è stata fermata ieri — ma rilasciata dopo poche ore — nell’ambito dell’inchiesta per l’attentato di lunedì sera nel Principato di Monaco. Il procuratore Stéphane Thibault dice che «le indagini continuano con l’appoggio delle autorità francesi», ma non offre altri elementi per capire che direzione stiano prendendo. Thibault non conferma ufficialmente neppure l’identità delle tre persone gravemente ferite dalla bomba scoppiata lunedì davanti alla palazzina dell’oligarca 58enne di origine ucraina, Vadim Ermolaev, probabile bersaglio dell’attentato.
Ermolaev è rimasto ustionato nell’esplosione e ferito da pallini di piombo, ma sembra ormai fuori pericolo, mentre la donna che era con lui, e che avrebbe cercato di proteggere con il corpo il figlio tredicenne della coppia, ha avuto le gambe amputate e lotta ancora tra la vita e la morte. Si tratterebbe non della moglie Anna Ermolaev, che ha precisato ai media ucraini di non essere a Monaco con il marito, ma della compagna Anna Nasobina, 46 anni, avvocata.
Originaria di Dnipro come Ermolaev, Anna Nasobina vive parte dell’anno a Londra dove dirige dal 2023 la società Wycombe Square Investments. Ma è più nota per l’attività mondana svolta in seno all’Éclectique Club che ha fondato qualche anno fa per organizzare eventi legati alla letteratura e alle arti, invitando personalità della diaspora russa a Londra vicine al presidente russo Vladimir Putin.
Con la moglie Anna, Ermolaev ha quattro figli tra i quali Artur, protagonista della truffa dei call center valutata intorno ai 100 milioni di dollari, per la quale è stato arrestato a Cipro a fine 2025 e poi processato e condannato in Estonia, ottenendo la sospensione della pena e la libertà in cambio di 8,5 milioni di dollari. Le truffe telefoniche (da operazioni finanziarie a consulenze legali per i divorzi) sono considerate un affare di famiglia, nel quale anche il padre Vadim è coinvolto, e una pista degli investigatori è un possibile regolamento di conti, magari legato anche alla banca estone Versobank di proprietà degli Ermolaev.
Un’altra pista indica un coinvolgimento dei servizi segreti ucraini, che potrebbero avere deciso di punire Ermolaev e la compagna Anna Nasobina per gli affari con la Russia e la vicinanza con il Cremlino, lanciando un segnale anche agli altri oligarchi esiliati in Costa Azzurra (nel maggio 2025 l’ex uomo politico ucraino Andrii Portnov, legato all’ex presidente filo-russo Viktor Ianoukovitch, è stato assassinato a Madrid, ndr).
Con Anna Nasobina, Ermolaev ha un altro figlio, il ragazzino di 13 anni che è stato scaraventato a 15 metri di distanza dall’esplosione. Lui però sta meglio, le sua condizioni non sono più preoccupanti ed è stato già sentito dagli inquirenti, a differenza dei genitori. Continua la caccia all’uomo con il cappello nero che è stato ripreso dalle videocamere di sorveglianza mentre lasciava lo zaino con la bomba davanti alla casa di Ermolaev. Più passano le ore e più aumentano le possibilità che il sospetto sia riuscito a fare perdere definitivamente le proprie tracce.
2 luglio 2026
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