di
Valentina Santarpia

Si sono dimessi tutti i membri della bicamerale di M5s, Pd, Iv e Avs: «Organismo svuotato, incapace di esercitare il proprio ruolo di garanzia». La presidente Barbara Floridia: «Ho dovuto prendere atto che restare e denunciare non è servito». Gasparri (Fi): «Notizia da fondo classifica»

Tutti i componenti di opposizione della commissione di Vigilanza Rai hanno rassegnato le dimissioni. Il passo indietro riguarda, quindi, tutti i membri della bicamerale di M5s, Pd, Iv e Avs

Una decisione che segue il lungo stallo che investe la Vigilanza da oltre un anno, con la maggioranza che ha deciso di disertare buona parte dell’attività ordinaria non avendo mai incassato aperture dall’opposizione per la ratifica di Simona Agnes a presidente della Rai. 



















































A fine maggio la commissione aveva indetto una riunione, per scongiurare il prolungato sciopero della fame di Roberto Giachetti, ma i dossier principali erano rimasti congelati. La maggioranza continua a negare la possibilità di audizioni che non siano quelle del ministro della Cultura, Alessandro Giuli, e del responsabile della vendita degli immobili Rai. 

Sono gli stessi (ormai ex) commissari a spiegare le motivazioni, «gravi e strutturali» della loro decisione, «molto sofferta», in una lettera inviata ai presidenti di Camera e Senato: «La decisione è stata assunta come estrema ratio di fronte al punto di non ritorno in cui si trova oggi la Commissione parlamentare», scrivono. Secondo i consiglieri dimissionari, quella che è emersa negli ultimi anni è «l’idea di una RAI “pertinenza” di una maggioranza, e non come bene comune dei cittadini». A queste condizioni, «non è più possibile restare in Commissione in quanto è venuta meno proprio la parola “vigilanza”. Un organismo svuotato, incapace di esercitare il proprio ruolo di garanzia, è di fatto diventato complice del declino della più grande azienda culturale del Paese», scrivono gli onorevoli Stefano Graziano (Pd), Dario Carotenuto (M5S), Angelo Bonelli (Avs), Peppe De Cristofaro (Avs), Maria Elena Boschi (Iv), Ouidad Bakkali, Antonio Nicita, Vinicio Peluffo, Nico Stumpo, Francesco Verducci (tutti del Pd), Gaetano Amato, Dolores Bevilacqua, Anna Laura Orrico (del M5S), Anna Maria Furlan, Dafne Musolino (di Iv). Lascia anche la presidente Barbara Floridia (M5S): «Ho dovuto prendere atto che restare e denunciare non è servito».  

Entrando nel merito dei lavori della commissione, «la perdurante paralisi delle attività dovuta a ragioni tutte interne alle forze politico parlamentari della maggioranza, ha di fatto svilito il ruolo della Commissione e inferto un ulteriore durissimo colpo all’azienda Rai», secondo i consiglieri di opposizione. Paralisi «dovuta ad un atto di arroganza della stessa maggioranza con l’indicazione di un Presidente a dispetto del quadro normativo e di ogni forma di buonsenso. Una forzatura che ha innescato il “sequestro politico” della Commissione impendendone il normale funzionamento». 

Gli aspetti di cui si rammaricano sono diversi: «Registriamo da anni un costante calo degli ascolti e una oggettiva perdita di credibilità della Rai». Inoltre riferiscono di assistere da anni alla «mortificazione del personale e del merito. Si è imposto un sistema fondato sulla fedeltà e sulla appartenenza ideologica, ostentata come motivo di orgoglio trasformandola in “metodo” di governance aziendale»Si sono cancellati- rilevano «programmi di richiamo per il pubblico senza addurre spiegazioni e si è presa di mira una rete Rai esclusivamente per ragioni ideologiche». Secondo i commissari di opposizione «la RAI ha, purtroppo, progressivamente rinunciato al suo compito istituzionale di far crescere culturalmente il Paese, il giornalismo di inchiesta è stato marginalizzato, i programmi di approfondimento svuotati, gli spazi di confronto plurale ridotti».

Dal punto di vista normativo «il quadro si è ulteriormente aggravato con la precisa volontà del Governo e delle forze di maggioranza di non adottare il Media Freedom Act a tutela dell’indipendenza e del pluralismo dell’informazione. Un vuoto normativo che ha consentito l’occupazione dell’azienda con una gestione politica e “proprietaria”. Uno smantellamento sistematico della funzione pubblica della Rai accompagnata dalla volontà di cancellarne, anche simbolicamente, la storia come nella vicenda della vendita degli immobili». Tutti «tasselli di un unico, pericoloso puzzle», concludono, che li hanno portati a rassegnare, «con effetto immediato», le dimissioni dall’incarico. 

«È una decisione sofferta, ma necessaria e inevitabile», scrive sui suoi canali social la senatrice M5s Barbara Floridia. «Ho dovuto prendere atto che restare e denunciare non è servito. Non mi resta che dare un segnale forte dinnanzi all’arroganza e all’uso spregiudicato che questa maggioranza fa delle istituzioni e delle Commissioni parlamentari. Sento vivo dentro di me l’onore e la disciplina che si devono al ruolo che rappresento, per queste ragioni non posso restare a guardare impotente. Finché ho potuto – spiega – ho cercato in tutti i modi di permettere alla Commissione di funzionare, ho cercato il dialogo, ho resistito alle provocazioni, agli ostacoli. Ho lottato con tutte le mie forze per consentire a un organo di garanzia del Parlamento di svolgere le proprie funzioni. Ho tentato in ogni modo di difendere il diritto dei cittadini ad avere una Commissione che si occupasse davvero del Servizio pubblico. Ho denunciato anche pubblicamente con molto ardore. Ma è ormai evidente che a questa maggioranza mancano alcuni presupposti molto importanti: il rispetto delle prerogative della minoranza, il rispetto delle istituzioni più in generale e delle regole che disciplinano il funzionamento degli organi parlamentari». 

Che accadrà ora? «I presidenti La Russa e Fontana faranno delle valutazioni -dice il senatore FI e componente della vigilanza Rai Maurizio Gasparri – Del resto, la paralisi è colpa della sinistra e della sua pregiudizievole opposizione alla designazione della Agnes, persona indipendente dai partiti, mentre la minoranza di centrodestra anni fa accettò Petruccioli, e fu un’ottimo presidente della Rai». Nel mondo «c’è una classifica di importanza di ciò che succede -chiosa poi Gasparri- Sono sempre i palinsesti che dettano la vita delle persone. Domani la Rai presenta i suoi palinsesti: ecco, loro hanno voluto far parte dei palinsesti».

Articolo in aggiornamento…


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2 luglio 2026 ( modifica il 2 luglio 2026 | 14:59)