di
Simone Canettieri

Al ricevimento i vicepremier Salvini e Tajani, i ministri Giorgetti e Crosetto. La Russa: nessun ponte è stato abbattuto tra noi e l’America

Sul tappeto rosso di Villa Taverna arriva il presidente del Senato Ignazio La Russa. La festa dell’Indipendenza è già entrata nel vivo, l’odore di hamburger in questo giardino dei Parioli non lascia dubbi. 

La Russa parla di mediazione sul futuro della presidenza Rai, e alla fine il discorso cade su un’altra mediazione, quella tra Trump e Meloni. «Nessun ponte è stato abbattuto tra noi e l’America, ci sono stati punti di vista differenti». Anche sulle spese per la Nato che per Trump sono insufficienti? «Lo decideremo insieme». E Giorgia Meloni? «Non viene»



















































Un secondo ed ecco spuntare un’altra Meloni, Arianna, numero due di Fratelli d’Italia, che viene subito portata a salutare l’ambasciatore nonché di padrone di casa Tilman J. Fertitta, l’ambasciatore Usa che da un’ora ormai stringe mani. I rappo tra Usa e Italia? «Direi che sono ottimi, i migliori che abbia mai visto da quando sono qui. Ho a che fare con tutti ogni giorno, a partire dal presidente del consiglio in giù, e collaboriamo su questioni militari, politiche e commerciali dice ai cronisti. E il legame tra Trump e Meloni? «Tra loro c’è un rapporto di lunga data. Trump ha rapporti consolidati con molti leader, e ogni tanto tra i leader possono esserci piccoli disaccordi» assicura Fertitta. 

 Il governo intanto si perde nel dedalo dei giardini di Villa Taverna. Avvistati il vicepremier Matteo Salvini con la fidanzata Francesca Verdini, i ministri Giancarlo Giorgetti e Guido Crosetto. Sta per arrivare anche il vicepremier di Forza Italia Antonio Tajani

Capannelli ovunque intorno a Giovanni Malagò, neo presidente della Figc, esempio unico di resilienza. Francesco Lollobrigida, capodelegazione di Fratelli d’Italia, è costretto a dividersi con una festa ai Castelli per festeggiare la vittoria delle amministrative. 

Da Palazzo Chigi la delegazione comprendere il sottosegretario Alfredo Mantovano, ma non Giovambattista Fazzolari. La festa si anima in ad, staff vari, sottosegretari, imbucati. 

.Elly Schlein non c’è, nel prato iniziano a vedersi i rappresentanti del Pd Avvistati Francesco Boccia e Stefano Graziano. Da Bruxelles è arrivato Brando Benifei, che è anche presidente della delegazione per le relazioni con gli Stati Uniti per il Parlamento europeo: «Dovevamo esserci e io ci sono», dice con in mano un Paloma. 

Giuseppe Conte non c’è ma il suo storico portavoce, ora direttore dell’Identità, Rocco Casalino si. Si è fatto accompagnare dalla mamma. 

Cartoline italiane dall’ambasciata Usa. Matteo Renzi si ferma davanti alle telecamere: «I leader passano, l’amicizia resta».

Non solo hamburger, a sinistra del palco, ecco gli stand super italiani: prosciutti, taralli, grana, mozzarelle, fritti, orecchiette e per finire gelato con tanto di carretto di luciobattistiana memoria. È il bipolarismo alimentare Italia-Usa.


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2 luglio 2026 ( modifica il 2 luglio 2026 | 20:53)