di
Marco Bonarrigo

«Non so se ha senso continuare così» diceva Marcell lo scorso settembre, ipotizzando il ritiro dall’atletica. Poi il ritorno con l’ex coach Camossi e l’incredibile 9″64 fatto segnare ieri in Austria. I segreti della rinascita

Eliminato con il sesto posto nella semifinale dei 100 metri ai Mondiali di Tokyo 2025, con un modesto 10”16, lo scorso 14 settembre Marcell Jacobs aveva praticamente dato l’addio all’atletica con un tristissimo «non so se ha senso continuare così»

La domanda se l’erano posta in molti, visto che il doppio campione olimpico di Tokyo – da due anni in Florida alla corte di Rana Reider, discusso coach della velocità – nel 2025 aveva corso soltanto quattro volte dopo un 2024 dove, pur avendo terminato soltanto al quinto posto nella finale iridata di Parigi, aveva comunque realizzato un eccellente 9”85 e totalizzato cinque crono sotto i 10 secondi netti. 



















































La «pace» con coach Camossi

Cosa succedeva a Marcell Jacobs? Se la nuova vita americana con moglie e figli gli aveva sicuramente fatto bene dal punto di vista sociale, l’essere considerato «uno dei tanti» da Reider, coach peraltro assentissimo dai campi di allenamento per le frequenti trasferte in Cina a caccia di denaro, gli aveva tolto quel «tutoring» personalizzato che per lui è vitale.

E così ecco la cena a Tokyo per riconciliarsi con l’ex coach e mentore Paolo Camossi («Gli ho detto che per lui ci sarei stato sempre» ha spiegato il tecnico) e l’accordo per tornare a prepararsi in Italia (dopo un periodo in cui il coach è andato in Florida) a farsi allenare al Campo di Casal del Marmo, alla periferia est di Roma.

Mai così veloce: meglio di lui solo Bolt

I risultati del ritrovato connubio sono a dir poco sbalorditivi. Nelle prime quattro gare Marcell è passato da 10”11 di metà maggio al 9”96 del Golden Gala, all’esplosione nel meeting di Eisenstadt, in Austria, dove ha impressionato: 9”84 in batteria con 2,3 metri di vento a favore e poi, spinto da una folata di 4,1 mt/sec, 9”67 un’ora e mezza dopo in finale, secondo tempo al mondo di sempre dopo il 9”58 di Usain Bolt.

Tempi (favolosi e non omologabili) a parte, Jacobs oggi corre con una fluidità e una decontrazione che non si vedevano dai tempi magici di Tokyo 2021. Quello con Camossi è il solito, calibratissimo lavoro sulle andature, sugli appoggi, sul correggere ogni passo falso dal momento in cui Marcell esce dai blocchi fino al traguardo senza intaccare una muscolatura che negli ultimi anni aveva sofferto di troppi traumi.

Le prossime gare di Marcell

Dai 31 anni di Jacobs, spiega Camossi, bisogna togliere i cinque o sei in cui è stato solo un saltatore in lungo e non ha intaccato le sue preziose fibre muscolari. Tornato a Roma ad allenarsi, il 10 luglio a Montecarlo Marcell sfiderà Oblique Seville, Jordan Anthony e Letsile Tebogo a un mese esatto dall’inizio degli Europei di Birmingham dove naturalmente è il grandissimo favorito. 

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2 luglio 2026 ( modifica il 2 luglio 2026 | 18:22)