di
Giovanni Cortesi e Chiara Evangelista

I funerali dell’agente della polizia locale morto mentre cercava di fermare un uomo che non si era arrestato a un controllo. La scorta dei motociclisti del Corpo e l’abbraccio alla famiglia

Il feretro avvolto dalla bandiera di Milano, sopra, su un cuscino rosso, il suo casco. Quello che ha accompagnato l’agente Francesco Imprezzabile fino all’ultimo inseguimento, quel 22 giugno, alle porte di Milano e che gli è costato la vita. Nel suo quartiere, il Corvetto, nella chiesa della Madonna della Medaglia miracolosa gli applasi si alternano al silenzio, denso.

In prima fila, la famiglia Imprezzabile. Ci sono la madre Rosy, il padre Pino, la sorella Barbara e la compagna Federica, stretti nell’affetto di una comunità profondamente colpita dalla tragedia. All’esterno della chiesa numerose corone di fiori accompagnano l’ultimo saluto all’agente. Tra le dediche spicca il messaggio: «Non stancarti di inseguire i tuoi sogni». Presenti il sindaco Beppe Sala, il governatore Attilio Fontana, il comandante dei vigili urbani Gianluca Mirabelli, il questore Bruno Megale e in rappresentanza del giverno, la sottosegretaria di Stato al Ministero della Difesa Isabella Rauti. «Francesco, in un impeto di passione grande per il suo lavoro ha fatto un gesto eroico, non temerario», precisa padre Antonello durante l’omelia, raccontando poi l’amore verso la divisa di Imprezzabile: «Parlava di vocazione per il suo lavoro. Vocazione, che è un termine religioso. E Francesco non era molto religioso, saltava qualche messa», spiega, strappando qualche sorriso alla chiesa, piena, straripante di persone.



















































francesco imprezzabile funerali

«Qui Francesco è cresciuto e io sono contento che il funerale sia stato celebrato qui», aggiunge padre Antonello. Inizialmente infatti si era pensato di organizzare la celebrazione in Duomo. E conclude l’omelia con un aneddoto: «Francesco era in auto, su una pattuglia, non lo riconosco immediatamente, abbassa il finestrino e mi dice: Padre, Antonello, Sono Francesco». «Chi? Imprezzabile?». «Sì». «Tu? vigile?» . «”Polizia locale, prego”. Ecco, questo era il suo sogno, che si è realizzato».

Il feretro è stato portato a spalla da sei colleghi, un settimo agente l’ha precededuto reggendo il casco d’ordinanza. Per il corteo la scorta degli agenti motociclisti. 

Per l’occasione il Comune di Milano ha proclamato il lutto cittadino. Una folla composta di agenti della polizia locale, rappresentanti delle forze dell’ordine e cittadini ha partecipato alle esequie, testimoniando con il silenzio e con un lungo applauso il cordoglio di Milano per la scomparsa di Francesco Imprezzabile.


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2 luglio 2026 ( modifica il 2 luglio 2026 | 18:00)