di
Giuseppe Guastella

Il difensore dell’Inter indagato nell’ambito dell’inchiesta sull’agenzia di eventi Ma.De. Secondo le accuse avrebbe avuto un rapporto a pagamento con una ragazza minorenne nel 2020, a casa sua

Ci ha pensato a lungo Alessandro Bastoni e, dopo essersi consultato con il suo avvocato, ha deciso che questa mattina non si presenterà all’interrogatorio in cui avrebbe dovuto rispondere alle domande degli inquirenti dell’inchiesta sul giro di escort che ruotava attorno all’agenzia di eventi Ma.De. di Cinisello Balsamo, in cui è indagato per prostituzione minorile. Dietro le cene e le feste nei locali di tendenza emerge un panorama di decine di ragazze che, talvolta non senza un certo squallore, si concedevano a un centinaio di giovani, ricchi e prestanti calciatori di Serie A pronti a spendere 15 mila euro per fare serata e «after», la notte negli alberghi a cinque stelle.

«È estraneo ai fatti»

«Alessandro Bastoni ribadisce la sua estraneità rispetto ai fatti oggetto di accertamento», dichiara in una nota il suo legale, l’avvocato Salvatore Scuto. «La decisione di non presentarsi, allo stato, a rendere interrogatorio è stata assunta su indicazione della difesa e risponde esclusivamente a valutazioni di natura tecnica, nel pieno esercizio delle facoltà di legge», conclude Scuto. Il calciatore è accusato di aver avuto rapporti a pagamento nel luglio di sei anni fa, quando a 21 anni era già famoso, con una ragazza di 17 anni e mezzo che aveva incontrato in una cena organizzata dalla Ma.De. 



















































«La minorenne credo che ti vuole c…… (fare sesso, ndr)» gli aveva messaggiato Alessio Salamone, il pr dell’agenzia Ma.De. La ragazza, interrogata come testimone dagli inquirenti, ha detto di non aver avuto rapporti sessuali con il calciatore e di non aver ricevuto nulla da lui. Salamone da aprile è agli arresti domiciliari, come anche la titolare della Ma.De. Deborah Ronchi, il compagno Emanuele Buttini e il collaboratore brasiliano Luz Fraga. Il business dell’agenzia era di soddisfare le richieste del dopo partita dei calciatori, che, tranne Bastoni, non sono indagati ma che saranno chiamati a testimoniare. I primi lo hanno fatto giovedì: l’atalantino Daniel Maldini e Kevin Bonifazi del Bologna. Oggi toccherà a Riccardo Calafiori, Arsenal.

«Umiliata»

Ha 20 anni S., ballerina, viene dal Centro Italia. Dichiara di essere stata reclutata dalla Ma.De. per lavorare «dopo cena» nel Pineta di Milano, il locale dove l’agenzia aveva riservato a privé un’intera aerea per i dopocena a base di cocktail e champagne. «Mi sedevo con altre ragazze (…) Alessio Salamone ci portava, anche in maniera decisa, nel senso che ci afferrava per il braccio, ai tavoli dove di lì a poco sarebbero arrivati i clienti benestanti che per la maggior parte delle volte erano calciatori». 

Con «atteggiamento insistente», le veniva imposto «di sedere ad un determinato tavolo», «in maniera molto dura e utilizzando un linguaggio volgare». Ammette di aver avuto rapporti sessuali con i clienti, ma giura «mai a pagamento», ma i pm Rosaria Stagnaro e Bruna Albertini ipotizzano che i clienti pagassero un pacchetto all inclusive all’agenzia che poi remunerava le ragazze. C’è anche chi l’ha umiliata trattandola come un oggetto sessuale, dice quando gli inquirenti le chiedono di un rapporto orale con un calciatore a febbraio. «Mi ha chiesto una molletta per legare i capelli e dopo aver scambiato qualche parola mi ha detto di seguirlo, mi ha portato nel locale cucina (…) e mi ha chiesto di avere un rapporto sessuale con lui». Tornati al tavolo, «cercai di riavvicinarmi ma non mi diede confidenza in quanto era già impegnato con altre ragazze».

«Pubblici ufficiali?»

La domanda degli inquirenti segue una pista precisa: «Conosce persone che possono rivestire la carica di pubblici ufficiali o ruoli?». La risposta lascia basiti: «Sì, conosco un uomo, lui mi ha detto di essere un PM, sigla di cui non conosco il significato e verrebbe il lunedì e il martedì a Milano». Gli inquirenti pensano a un magistrato, ad un Pubblico Ministero, sospetto che cresce quando la ragazza aggiunge che era «un PM e che poteva spendere, ma voleva privacy» e si presentava al Pineta «come imprenditore». Gli accertamenti frenetici e un nuovo verbale chiariranno che non era un magistrato, ma un «project manager».

Anche la 25enne brasiliana doveva «trovare i clienti» per la Ma.De che pagava «in base a quanto essi spendevano». Pure lei non si sarebbe mai prostituita, «tuttavia è chiaro che le ragazze che venivano invitate a queste cene/feste (…) erano interessate ad avere rapporti sessuali con calciatori, a volte in cambio di denaro/regali e altre gratuitamente». «Mi è capitato di ricevere denaro/regali in cambio di sesso da clienti», ma «l’ho fatto per mia scelta», con i giocatori «solo a titolo gratuito». Specialità della casa erano palloncini di gas esilarante (protossido di azoto) da inspirare per avere un effetto euforizzante. «Una specie di droga. Qualche volta li ho portati io. Il pagamento era a carico dei clienti».

APPROFONDISCI CON IL PODCAST


Vai a tutte le notizie di Milano

Iscriviti alla newsletter di Corriere Milano

3 luglio 2026 ( modifica il 3 luglio 2026 | 09:35)