Prima Rose Villain e Kid Yugi. Poi il palco di Nuova Scena, Fabri Fibra, Geolier e Guè. Adesso sei brani per raccontare fino in fondo lo “zombie di Civitavecchia”.

È uscito “Aldilà”, il nuovo EP di Bytaz, nome d’arte del rapper civitavecchiese Cristiano Taviani, 26 anni, tra i protagonisti della terza stagione del programma Netflix dedicato ai nuovi talenti del rap italiano.

Il progetto contiene sei tracce: “Aldilà”, “Chupacabra”, “Puzzle”, “Lo Zombie”, “Pulp” e “Glory”. I due singoli pubblicati nelle settimane precedenti anticipavano già il mondo sonoro e visivo dell’EP, definito dall’artista «il primo progetto dello zombie». “Chupacabra” e “Puzzle” risultano distribuiti da ADA per Warner Music Italy.

L’uscita arriva nel momento di maggiore esposizione del suo percorso. Nuova Scena 3 ha debuttato il 22 giugno con una giuria composta da Fabri Fibra, Geolier, Rose Villain e Guè. Nove episodi, selezioni, freestyle, cypher, sample, videoclip e featuring, con un premio finale da 100mila euro. Durante lo scouting i giudici sono stati affiancati anche da Kid Yugi, Lazza, Neffa, Ele A e Tredici Pietro.

Dallo scouting al cypher

Il viaggio di Bytaz nel programma è cominciato prima delle telecamere, attraverso la rete di scouting che seleziona artisti emergenti in tutta Italia.

«All’inizio vengono ascoltati i brani di tantissime persone – racconta –. Poi si arriva a un casting, che io ho fatto a Roma, dove c’è una breve presentazione. Se riesci a convincerli, entri e iniziano le prime fasi».

Cristiano è stato individuato attraverso lo scouting sul territorio e portato insieme a un altro concorrente davanti a Rose Villain e Kid Yugi. Il confronto gli ha permesso di proseguire nella competizione e raggiungere il cypher, la prova nella quale il suo percorso si è poi interrotto.

Nel mixtape ufficiale di Nuova Scena 3 compare con “Inferno” e nel brano collettivo “O Tiemp ca nun pass maj”, realizzato insieme a Nap, R3versal e Mumei.

L’eliminazione non ha cancellato la portata dell’esperienza.

«Onestamente sono soddisfatto perché non credevo di andare così avanti, visto che porto una cosa parecchio di nicchia – spiega Bytaz -. Ho fatto tanto. È stata un’occasione unica per diffondere il mio pensiero, quello dello zombie, e far unire tante persone al mio viaggio».

Il programma gli ha dato una vetrina nazionale, ma anche una sicurezza diversa nel rapporto con il pubblico e con le telecamere.

«Stare a contatto con tante persone che inseguono il mio stesso sogno e lavorare con professionisti del settore mi ha aiutato ad acquisire molta più fiducia nelle mie capacità. È stata un’ottima occasione per espandere il “verbo dello zombie”».

«Non sono il rapper di Nuova Scena»

Il rischio, dopo il passaggio televisivo, è restare legati all’etichetta del concorrente di un talent. Bytaz prova a spezzarla immediatamente con un progetto che non nasce dopo Netflix, ma raccoglie un’identità costruita nel tempo.

«Chi mi ha ascoltato veramente durante il programma sa già che non sono “il rapper di Nuova Scena”, bensì un artista che vuole lasciare qualcosa. “Aldilà” è un urlo liberatorio, un manifesto per tutti gli oppressi schiacciati dal peso della vita e la rivincita degli ultimi».

Lo zombie non è soltanto un’immagine horror o una maschera da utilizzare sul palco. È la metafora di chi vive in automatico, prigioniero di giornate tutte uguali.

«La mia è una visione quasi alla Matrix – racconta –: persone che si alzano ogni mattina, rinchiuse nella routine e nel grigiore, vanno al lavoro, mangiano, dormono, lavorano e poi ricominciano».

Un esercito di persone apparentemente vive, ma svuotate dalla ripetizione, dalle pressioni e dall’assenza di una via d’uscita. È da qui che nasce l’immaginario di Bytaz: da una storia personale che tenta di diventare il racconto di chi si sente escluso, oppresso o rimasto indietro.

L’incontro con Squarta

Nella costruzione del progetto ha avuto un ruolo centrale il lavoro con Mr Tav, con il quale Bytaz ha trasformato il personaggio dello zombie in scrittura e sonorità. Le produzioni di “Aldilà” sono firmate da Mr Tav e Fren CPN, mentre registrazione, mix e master sono stati curati da Fren Studio.

Nel percorso recente è entrato anche Squarta, produttore e componente dei Cor Veleno, oggi manager di Bytaz.

«Ci siamo conosciuti a ottobre dell’anno scorso. Mi ha contattato dopo aver ascoltato un freestyle pubblicato su Instagram. Durante la prima sessione è nata “Lieto Fine” e da lì il nostro rapporto si è trasformato in una collaborazione professionale, diventando ufficialmente il mio manager. I suoi consigli mi stanno aiutando a evolvere la scrittura e il modo di approcciarmi sul beat».

Anche il confronto con i protagonisti di Nuova Scena ha lasciato il segno.

«Ho conosciuto tanti ragazzi e sono stato trattato come una star. Kid Yugi, Rose Villain e gli altri sono persone molto alla mano, disponibili a dare consigli. Ho colpito molto Fabri Fibra e Rose Villain: a loro sono piaciuto».

Scrivere per chi si riconosce

Nelle barre di Bytaz entrano cinema, videogiochi, immagini horror e riferimenti che spesso richiedono più ascolti. La scrittura, però, resta prima di tutto uno strumento personale.

«Scrivo costantemente, non solo canzoni rap ma anche semplici pensieri. Credo che la scrittura sia terapeutica e mi abbia aiutato molte volte a uscire da momenti bui. Non ho mai puntato a scrivere per il grande pubblico, ma per chi veramente si identifica».

È proprio questa la sfida che comincia dopo Netflix: trasformare la curiosità generata dal programma in una comunità capace di riconoscersi nel suo linguaggio.

Il prossimo passaggio sarà dal vivo. Bytaz ha annunciato per ottobre la sua prima data a Roma, con la vendita dei biglietti attesa da lunedì.

La corsa di Nuova Scena si è fermata al cypher. Quella di Cristiano Taviani, in arte Bytaz, riparte ora da sei tracce, un palco romano e un personaggio nato a Civitavecchia che, per la prima volta, ha trovato davanti a sé un pubblico nazionale.

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