di
Natascia Festa
Il video che lo riprende mentre si delizia con lo street food partenopeo virale sul web, A Palazzo San Giacomo la regista riceve una targa per il suo «Posso entrare? An ode to Naples» che ha raccontato la città vincendo il Globo d’Oro
T-shirt nera e un languorino estivo: Sting nei vicoli di Napoli non ha resistito ai profumi dello street food partenopeo. In città nell’insolito ruolo di “principe consorte” – ha accompagnato sua moglie Trudie Styler a ricevere dalle mani del sindaco Gaetano Manfredi, un onorificenza cittadina – la star americana si è fermata ad un chioschetto di pannocchie arrostite e bollite nel rione Sanità e ne ha addentata una. Auspice di tanta napoletanità on the road, uno dei murales di Maradona che puntellano la città, in cui Diego sembra godersi la scena. Che, pubblicata dagli storici venditori di spighe Gennaro e Maculatella, è peraltro diventata virale sul web.
Proprio il rione Sanità è al centro del doc di Styler: qui la regista chiedeva agli abitanti di poter entrare nelle loro case e nel loro mondo. Titolo in punta di piedi e successo da salti di gioia, Posso entrare? An Ode to Naples, nel 2024 aveva già vinto il Globo d’Oro. Il sindaco Gaetano Manfredi ha voluto testimoniare la gratitudine dei cittadini «che si sono è riconosciuti in quel racconto sincero». Il grazie è simbolicamente inciso nella targa che il primo cittadino le ha consegnato insieme con la Medaglia della Città. «Questo conferimento – ha detto Manfredi – è il giusto riconoscimento ad una grande artista internazionale. Trudie Styler ha girato un documentario su Napoli rappresentando con grande amore e professionalità lo spirito di questa città e facendo vedere la sua unicità».
Sting, dalla prima fila di sedie della sala Giunta di Palazzo San Giacomo, applaude la moglie con visibile orgoglio. E la stringe a sé con commozione. E lei a sua volta grata: «Devo dire, con mio imbarazzo, che nonostante io conosca molte zone dell’Italia – ho lavorato a Roma, a Cinecittà, come attrice negli anni ‘80; conosco molto bene la Toscana dove Sting ed io abbiamo una cantina e i vigneti, e ho dato alla luce uno dei nostri figli a Pisa – non avevo mai visitato Napoli. Quindi, quando mi è stato chiesto cosa pensassi dell’idea di fare un documentario sono arrivata con una tela bianca».
E c’è stato un incontro che ricorda in particolare: «Alla Sanità ho conosciuto don Antonio Loffredo: grazie a lui ho iniziato a incontrare la gente del posto e tutto ciò per cui ero ansiosa o preoccupata è svanito. E non solo: le persone hanno voluto accogliermi come se fossi un ospite gradito, un ospite speciale. E sono rimasta profondamente colpita da questa generosità. Voi a Napoli avete il senso di comunità più forte che io abbia mai sperimentato in qualsiasi parte del mondo».
E se la saga del «posso entrare» dovesse continuare, lei ricomincerebbe «dalle donne. Ho imparato quanto sono determinate e forti soprattutto nel Sud e vorrei continuare a raccontarle». Come Elvira Notari che ha appena vinto il Globo d’oro 2026 per la sezione documentario, la stessa che aveva visto trionfare Styler. Il film fortemente voluto da Antonella Di Nocera, diretto da Valerio Ciriaci, prodotto da Parallelo 41, Awen e Luce Cinecittà è stato premiato in un’edizione che ha visto Napoli brillare con riconoscimenti a Paolo Sorrentino e Toni Servillo per «La Grazia». E ancora c’è Napoli nel Globo d’oro a Barbara Ronchi, Migliore Attrice per Elisa, diretto da Leonardo Di Costanzo.
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3 luglio 2026 ( modifica il 3 luglio 2026 | 13:31)
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