Lungo le rive dell’Oka, nei dintorni di Ryazan, il fiume si allarga tra alberi rigorgliosi e prati incolti. Alexander Kozlov, architetto e fondatore insieme ad Anastasia Blagodarnaya dello studio moscovita Alexander Kozlov Interiors, ha lavorato in questa cornice per realizzare una casa di campagna di 550 metri quadri, pensata come rifugio del week-end per una famiglia abituata ai ritmi accelerati della città. La fuga nella natura sa, allora. di slow living come principio guida, una ricerca discreta fatta di atmosfere, luce e piccoli rituali quotidiani. L’architettura assorbe una sensibilità belga, leggibile nelle finestre generose, nei mattoni a vista, nei dettagli in metallo nero e in proporzioni misurate.
Michael Loskutoff
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La casa resta immersa nel verde su ogni lato e i suoi piccoli balconi creano un contatto diretto con il paesaggio senza intaccare la purezza della facciata. Il vero perno del progetto è appunto il dialogo tra interni e paesaggio. Durante la giornata la luce attraversa gli ambienti da più direzioni, cambiando il suo corso con le stagioni: avvolgente in inverno, aperta e luminosa in estate. La distribuzione segue un flusso circolare, che riporta quasi sempre al soggiorno e permette alla famiglia di muoversi in modo libero.
Michael Loskutoff
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Tra i materiali, spazio alle texture forti: pareti intonacate, superfici in rovere, dettagli in ghisa, tappeti in juta tessuta. Arredi vintage convivono con opere d’arte contemporanea e pezzi disegnati su misura, in equilibrio tra una certa imponenza di forme e scale, e una dimensione raccolta e rustica veicolata in particolare dall’ampio ricorso al legno. Tra i pezzi scelti compaiono mobili di Pierre Jeanneret accanto a desigenr contemporanei come Christophe Delcourt, Denis Castaing, Michael Amar, Den Holm, Blasco e Pauline. Tutti i tappeti sono disegnati da Kozlov e realizzati da M Carpet Atelier, atelier moscovita specializzato in pezzi su misura.
Michael Loskutoff
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Stefano Annovazzi Lodi è un contributor freelance che per Elledecor si occupa principalmente di design e progetti culturali. Pare che da anni si stia dedicando a un romanzo con cui vincerà il Nobel, nel frattempo ripassa il discorso di accettazione e lavora come story editor per una casa di produzione di Roma.






