CREMONA – Riunione in esterna per la commissione consiliare Welfare, presieduta da Cinzia Marenzi, che ha fatto visita, nel pomeriggio di mercoledì, all’Azienda Speciale Comunale Cremona Solidale.
Ad accogliere i membri della commissione nella sala Coppetti della struttura, il direttore generale Stefano Gariano e la direttrice sanitaria Simona Gentile.
Prima dell’avvio dei lavori, spazio ad un sopralluogo nelle diverse unità di offerta della struttura: clinica riabilitativa, Rsa ordinaria, nuclei Alzheimer, Centro diurno Soldi e Comunità Alloggio, ospitate dall’edificio storico.
Tra i temi all’ordine del giorno, la rimodulazione delle rette per il 2026, conseguente al riaccorpamento del servizio lavanderia.
«Con l’esternalizzazione del servizio, avvenuta nel settembre 2023, avevamo lasciato ai nostri ospiti ed ai loro familiari la possibilità di avvalersene o meno — ha spiegato, infatti, Gariano —. Ad oggi, però, oltre l’80% degli ospiti ne usufruisce e tutte le strutture del territorio prevedono già un’unica fatturazione. Abbiamo quindi deciso di allinearci, ricomprendendo il servizio di lavanderia e re-inserendolo in una retta onnicomprensiva, pari a 64,4 euro.»
Il direttore generale ha precisato che la novità riguarderà, tuttavia, esclusivamente i nuovi contratti, mentre quelli già sottoscritti manterranno le condizioni scelte al momento dell’ingresso. «Siamo una struttura pubblica — ha ricordato — e il nostro sforzo è quello di continuare a tenere le tariffe sotto controllo, lavorando in sinergia con il Comune di Cremona».
La proposta ha ottenuto il sì unanime della commissione.
A seguire, il professor Alessandro Morandi, geriatra di Cremona Solidale e professore associato dell’Università degli Studi di Brescia, ha illustrato «Prossimità in Rete», progetto finanziato da Fondazione Cariplo che vede come capofila l’Azienda Speciale Comunale Cremona Solidale, accanto ad un ampio partenariato di enti del territorio. Nato da un lavoro di rete coordinato dall’Assessorato al Welfare del Comune e dalla Fondazione Comunitaria della Provincia di Cremona, il progetto punta a rafforzare la capacità della comunità di sostenere gli anziani nel mantenimento dell’autonomia e della permanenza al domicilio.
«Vogliamo intercettare precocemente le fragilità e accompagnare le persone anziane, sostenendo anche familiari e caregiver», ha sottolineato Morandi.
Il progetto, ispirato al modello +Agil sperimentato a Barcellona, prevede nel triennio 2026-2029 attività di screening per almeno 250 over 75, valutazioni geriatriche per 150 persone e la definizione di altrettanti patti di benessere personalizzati, con interventi su attività fisica, stimolazione cognitiva, alimentazione e contrasto all’isolamento, ed il monitoraggio dell’Università degli Studi di Brescia.
«L’obiettivo finale — ha concluso Morandi — è costruire un sistema integrato tra servizi sociali, sociosanitari, Terzo settore, volontariato e medicina territoriale, trasformando la longevità in una risorsa per la comunità».
A conclusione della seduta, accanto agli apprezzamenti per la qualità della struttura, anche una nota di perplessità da parte della consigliera di minoranza Jane Alquati. «Spiace recarsi in un luogo di eccellenza ed imbattersi nel degrado e nell’incuria del campo nomadi di via Zocco — ha puntualizzato —. Si tratta di una problematica atavica, che andrebbe riesaminata per garantire il rispetto delle regole e porre rimedio a una situazione altrimenti non accettabile».
